Edificio comunale vincolato, ma è un rudere

L’area intorno all’immobile di via Onroco è terra di nessuno e in abbandono da venti anni

ORISTANO. Quel pasticciaccio brutto di via Onroco, parafrasando il titolo del libro di Gadda, per descrivere in breve la situazione di un disastrato immobile di proprietà comunale nel bel mezzo del centro storico. Onroco fu il giudice di Arborea che trasferì la capitale del regno da Tharros a Oristano. Ironia della sorte, se a spingerlo a questa decisione fu anche la rovina irrecuperabile degli edifici di Tharros, ora proprio nella via a lui dedicata c'è il simbolo dell'abbandono del centro storico cittadino: un rudere più che ventennale appartenente al Comune. Si riconoscono ancora, in mezzo alle erbacce, gli archi delle volte ed elementi architettonici di pregio: le rovine infatti sono vincolate dalla Soprintendenza. Negli anni scorsi c'era una recinzione in lamiera, ora è sparita e chiunque può entrarci, mettendo a rischio la proprio incolumità. L’area è diventata una discarica e i rifiuti accumulati, insieme alla vegetazione incontrollata, rappresentano un serio rischio per gli incendi. Per il regolamento comunale sul decoro urbano quel terreno è fuorilegge: il comando della polizia municipale dista appena cento metri, il Comune potrebbe essere multato dal suo stesso corpo di polizia. Nel 2000 si pensava che lì sarebbe potuta nascere una nuova piazza, ma non se ne fece nulla. Venne messo all'asta, nel 2010, e ad agosto un privato firmò il contratto di compravendita col Comune per un totale di 308mila euro. Allora l’acquirente scoprì che l'edificio era vincolato e che erano necessari lavori non indicati nel bando. Si aprì così la causa con il Comune che, nel
2017, è stato condannato a risarcire al privato tutte le spese: 416 mila euro. Una nuova asta si è svolta nello scorso novembre, ma non si è saputo nulla del suo esito. È improbabile però, con quei vincoli, che qualche privato sia interessato all'immobile, un vero rudere.(dav.pi)

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