Alga assassina nello stagno di Arborea: niente arselle e bottarga a rischio

Non è finito il flagello cominciato con lo sterminio dei pesci a S’Ena Arrubia

ARBOREA. E’ allarme rosso nello stagno di S’Ena Arrubia. Tra il 14 e 15 luglio nello specchio d’acqua si è verificata un importante carenza di ossigeno, che sta mettendo a rischio e sterminando la fauna marina. Si tratta di una situazione di assoluta emergenza che va a colpire duramente una realtà economica della zona e che rende estremamente delicata la situazione della cooperativa di pescatori che opera all’interno dello stagno.

I tecnici dell’Arpas sono intervenuti e non hanno potuto far altro che constatare l’assoluta eccezionalità della situazione.

Si sta verificando una veloce fioritura di microalghe con la successiva decomposizione, un mix che causa l’assorbimento di ossigeno e l’innalzamento dei valori di anidride carbonica.

Un contesto nefasto per i pesci e per ogni organismo animale, per tutto quello che può essere pescato all’interno dello stagno.

«Il problema sembrerebbe legato al fatto che l’idrovora stia pompando acqua direttamente nello stagno – ha detto il presidente della cooperativa, Alberto Porcu – e le paratie a sud, dalla parte del mare, essendo chiuse limitano i livelli di marea».

Attualmente la profondità delle acque è intorno ai cinquanta centimetri, mentre dovrebbe essere sui settanta. La politica regionale si è mossa immediatamente, come quella comunale, con il consigliere Emanuele Cera, l’assessore Gianni Lampis e la sindaca di Arborea Manuela Pintus, mentre il presidente della cooperativa, Alberto Porcu, ha confermato un accoro col Consorzio di bonifica per la risoluzione del problema.

A settembre la situazione dovrebbe risolversi. Ma il caso ha voluto che la moria di pesce che interessa lo stagno di S’Ena Arrubia si sia verificata proprio nel periodo di maggior lavoro e produzione e, a proposito, i numero sono impietosi. Circa cinquanta quintali di avannotti sono andati persi, altri cento quintali di pesce grande hanno fatto la stessa fine. Si parla di orate, spigole, muggini e altre specie.

E proprio i muggini con la bottarga, se persi completamente, potrebbero essere un colpo importante all’economia della cooperativa.
Una coop che conta venti soci, quindi venti famiglie che vivono un momento difficile. Inoltre, sono andate perse anche le arselle, il commercio delle quali rappresenta il 60% del fatturato. Una situazione di estremo allarme, che colpisce ancora una volta uno stagno dell’Oristanese.

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