Oristano, personale del 118 dimezzato

Dal 1° agosto solo 12 medici per l’intera provincia. Con turni e riposi, impossibile coprire il servizio

ORISTANO. Da ventiquattro a dodici medici. Con l’organico dimezzato il servizio del 118 dovrà coprire, su tre turni da otto ore, le richieste di soccorso dei tre distretti sanitari di Oristano, Ales-Terralba, Ghilarza-Bosa. È il quadro di come, nella provincia di Oristano, sia piena emergenza per il servizio sanitario di urgenza ed emergenza medica 118, che dal primo agosto vedrà dimezzato il personale medico e non potrà più garantire un servizio di primo soccorso sul territorio sette giorni su sette e durante tutte le ventiquattro ore. Lo stesso vale per i trasporti da ospedale ad ospedale, per esempio in caso di infarti, non più garantito già da ieri.

Dopo la carenza di personale medico che ha portato alla chiusura del reparto di Emodinamica dell'ospedale San Martino, prosegue inesorabile la crisi sanitaria sul territorio.

Nel caso della carenza dei medici in servizio al 118 si tratta di un’emergenza prevedibile in quanto da anni ormai non venivano sostituiti né i professionisti che sono andati in pensione o né quelli che hanno scelto di spostarsi nella medicina generale, come medici di base. A peggiorare ulteriormente la situazione si è aggiunta, nel tempo, la mancanza di corsi di formazione per preparare il personale medico specializzato nel servizio di emergenza e urgenza e una volontà manifesta, da parte della politica regionale, a voler valorizzare e rendere appetibile il servizio.

La denuncia. «I medici in servizio al 118 passeranno da ventiquattro a dodici - conferma Antonio Sulis, presidente dell'Ordine dei medici provinciale – dodici unità, per tre turni, che dovranno coprire i tre distretti di competenza dell'Assl, ossia Oristano, Ales-Terralba e Ghilarza-Bosa. Ciò significa prima di tutto una cosa, ci saranno giorni dove il servizio 118 non sarà garantito».

Una situazione capitata appena due giorni fa a Ghilarza dove, nella giornata di venerdì, il presidio di primo soccorso è rimasto senza medico. Sarà una situazione comune in tutta la provincia in molte giornate. «Stiamo tornado al periodo ante-118 – sottolinea Sulis – se continuiamo così si torneranno a vedere nelle strade le macchine con il fazzoletto bianco fuori dal finestrino come avviso del trasporto di soccorso. La carenza di medici era prevedibilissima. «Se fosse stata fatta una programmazione, sostituendo i colleghi che lasciavano il 118 – conclude il presidente dell'Ordine – si sarebbe prevenuta questa situazione».

L’appello. Il presidente dell’Ordine accomuna questa situazione a quella che da domani vede chiuso il reparto di emodinamica. «Il panorama della sanità oristanese si presenta ormai a tinte fosche, vista la chiusura di Emodinamica, per mancanza di medici; già a ranghi ridotti da diversi mesi e ora costretti alla resa. Tutto questo è inammissibile in un presidio operante in un capoluogo di provincia che abbraccia un territorio di circa 180.000 abitanti, che sarebbe dovuto essere un DEA, cioè un dipartimento di emergenza e accettazione di primo livello con tutte le specialità. Abbiamo sottolineato qualche mese fa la necessità di una programmazione adeguata a sanare la
decadenza di questi ultimi anni causata da una gestione che ha tagliato possibilità di recupero e valorizzazione della sanità pubblica nel territorio e nel suo presidio ospedaliero. Chiediamo pertanto un intervento urgente al Presidente della Regione perché la situazione è insostenibile».

TrovaRistorante

a Oristano Tutti i ristoranti »

Il mio libro

IL SITO DI GRUPPO GEDI PER CHI AMA I LIBRI

Scrivere e pubblicare libri: entra nella community