Gallus: «Meloni vada via subito»

Il presidente della commissione del consiglio regionale chiede la testa del direttore Assl di Oristano

GHILARZA. «Il direttore generale della Assl Mariano Meloni deve dimettersi, per incapacità o per cinismo nei confronti di questo territorio che ha voluto affossare». Per Domenico Gallus, sindaco di Paulilatino e presidente del distretto di Ghilarza, ieri è stato il momento della resa dei conti. Non ha chiesto solo la testa di Mariano Meloni, ma anche del direttore del presidio ospedaliero, il dottor Lido Pinna, reo, secondo Gallus, di essere andato in ferie mentre chiudevano l’ospedale. «Quando rientrerà dalle ferie è pregato di non ritornare a Ghilarza. Lui doveva restare al suo posto a difendere l’ospedale», ha detto.

La chiusura per tre settimane, del Pronto soccorso dell’ospedale, annunciata per sabato e poi rinviata al 6 (ieri era infatti l’ultimo giorno di attività del reparto) per mancanza di personale medico, è un boccone indigesto per Gallus. «Ho fatto di tutto, cercato i medici per assicurare al reparto di Medicina di continuare l’attività (ieri c’erano otto pazienti ricoverati, n.d.c.) e mentre mi impegnavo per assicurare il mantenimento del servizio nel territorio, il direttore generale, Mariano Meloni, ha disatteso l’impegno che lui stesso aveva assunto con l’assessore regionale alla Sanità di reperire i medici per il Pronto soccorso, firmando invece l’ordine di servizio per la chiusura». Domenico Gallus ieri sera ha convocato una conferenza stampa aperta al pubblico. Per l’occasione, il sindaco di Ghilarza, Alessandro Defrassu, ha messo a disposizione l’auditorium comunale dove, assieme alla gente comune e ai componenti del Comitato per la difesa del l’ospedale, sono arrivati sindaci dai paesi vicini ed esponenti della politica locale, come il primo cittadino di Sorradile, Pietro Arca e l’ex assessore provinciale Serafino Corrias o l’ex deputato Raffaele Manca (portavoce del comitato per l’ospedale), solo per citarne alcuni. Tutti al capezzale di un ospedale, il Delogu, che da tempo è in agonia. «Della chiusura del Pronto soccorso si parlava già da mesi. Il direttore generale della Assl non può dire che mancano i medici, ce ne sono tanti invece disponibili – accusa Gallus – la dimostrazione che dietro tutto questo ci sia un disegno preciso che punta alla chiusura del nosocomio è nell’ordine di servizio che manda un medico di Ghilarza a lavorare a Bosa. Noi contro l’ospedale di Bosa non abbiamo nulla: la battaglia di quel territorio per assicurare la presenza del nosocomio è la nostra lotta. Ma spostare i medici così non va bene: danneggia solo il servizio». Gallus parla a ruota libera, accusa Mariano Meloni di aver rimandato indietro più di 15 milioni di euro di finanziamenti destinati alla sanità dell’Oristanese «compreso il finanziamento per la realizzazione del nuovo pronto soccorso del Delogu», denuncia. Le rivendicazioni vanno anche oltre. L’obbiettivo è ripristinare tutti i servizi, aggiungendone nuovi, nel nosocomio «A
settembre – annuncia Domenico Gallus che è anche presidente della Commissione regionale alla Sanità – chiederemo al nuovo direttore dell’Ats, Giorgio Steri di bandire i concorsi per l’assunzione del personale. Chiederemo che vengano rispettate le leggi in materia di sanità». Senza Meloni.

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