Oristano, un Ferragosto di solidarietà

Nelle cucine di via Carmine si prepara il pranzo della festa di mezza estate con un articolato menù

ORISTANO. «Serviremo l’antipasto, il primo e cucineremo il maialetto, ma anche il pollo per chi non può mangiarlo e gli daremo anche il gelato: chi verrà da noi a Ferragosto, sentirà aria di festa. E non sarà certo solo».

La Mensa del povero di via Carmine, come sempre, non chiuderà per le ferie estive e suor Gabriella e le volontarie staranno ai fornelli per assicurare un pasto a chi altrimenti, non avrebbe niente da mangiare. «Altro che ferie – dice la suora – qui non si chiude nemmeno la domenica per fortuna».

Le persone che si rivolgono alla struttura gestita dalle religiose e che da oltre vent’anni è punto di riferimento per tutta la provincia, sono in aumento. «Ci sono almeno trenta pasti caldi da preparare ogni giorno. Alcuni li portiamo a casa perché fra i nostri assistiti ci sono anche anziani disabili e famiglie con bambini piccoli», spiega suor Gabriella che racconta dei bisogni della povera gente che continuano ad essere tanti.

«Ormai da anni ho una regola: oltre le novanta buste di provviste che consegniamo ogni mese, smetto di contare. Sì, ogni mese consegniamo cibo ad oltre cento famiglie: sono tante».

Bisogni in aumento e anche alla mensa, che pur funziona grazie ad aiuti pubblici e della Cei ma anche di comuni cittadini, può capitare che le scorte scarseggino.

Suor Gabriella non pronuncia mai la parola “emergenza” ma quando elenca i beni di prima necessità che servirebbero per consentire alla struttura assistenziale di operare con tranquillità, non è difficile intuire che c’è bisogno di aiuto.

«In questo periodo stanno scarseggiando l’olio, il latte il caffè e lo zucchero», riferisce la suora «avremmo necessità anche di scatolette di tonno, di formaggio e pomodori pelati. Fortunatamente in questi giorni ci hanno consegnato un carico di banane ma la frutta – spiega – non basta mai». La Mensa del povero non è una struttura per così dire “isolata” dal contesto sociale: tantissimi infatti, sono coloro che partecipano con donazioni o partendo semplicemente cibo ma anche abiti.

Ancora suor Gabriella: «Fortunatamente c’è tanta generosità e ormai la cultura del non sprecare il cibo in eccesso qui ha preso piede. Ormai da tempo, quando avanza del cibo da una festa o un banchetto, lo consegnano a noi che sappiamo come ridistribuirlo», prosegue la religiosa che racconta della porta del loro convento che, praticamente, dalla mattina presto fino a sera, è meta di tante persone di ogni età e provenienza.

Perché qui non si viene solo per un pasto caldo o per ricevere degli abiti puliti.
«Ci sono i senzatetto che non saprebbero dove farsi una doccia e vengono qui – conclude la religiosa – persone che, quando hanno la fortuna di possederne una, dormono in macchina. Chi non conosce nessuno è solo o non può chiedere aiuto ai parenti, viene da noi e non solo a Ferragosto».

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