Provinciale chiusa e dimenticata

Impraticabile la vecchia strada che collega Ghilarza con Sedilo e Aidomaggiore

GHILARZA. Da un anno la provinciale 24 è interdetta al traffico ma nessuno sembra curarsene, ad eccezione dei numerosi imprenditori agricoli e proprietari di fondi che la utilizzavano per raggiungere aziende e terreni. La sede stradale dissestata e le cunette ostruite da cumuli di terriccio e di vegetazione denotano un grave stato di abbandono e come non bastasse rappresentano una minaccia per la sicurezza stradale e per l'ambiente. Alcuni pastori lamentano enormi disagi dovuti all' impossibilità di transitare persino con i mezzi agricoli lungo la vecchia arteria che collega i comprensori di Ghilarza, Aidomaggiore e Sedilo. Qualcuno si azzarda ancora a infrangere il divieto di transito ma lo fa a proprio rischio e pericolo e con la consapevolezza di compromettere l'efficienza dei mezzi. Per chi invece ripiega su percorsi alternativi, affrontare quotidianamente tragitti più lunghi è solo uno dei problemi poiché l'incuria ha peggiorato una situazione già ad alto rischio per gli incendi e la mancata manutenzione del fondo stradale ha provocato il cedimento del terreno in più punti. Il problema si aggraverà con l'arrivo delle piogge e con il conseguente dilavamento del terreno. La minaccia di smottamenti incombe già su alcuni tratti della provinciale, in particolare sul troncone che corre parallelo alla 131 dcn sottostante. A lanciare l'allarme è Domenico Serra, un allevatore di Soddì che fino alla comparsa delle transenne percorreva la vecchia provinciale tutti i giorni per lavoro. «Non ci passo più da mesi perché è impraticabile e pericolosa», ha lamentato l'uomo. «Nel tratto corrispondente al muro di contenimento in cemento armato il terreno ha già ceduto c'è il rischio che la strada frani sulla 131, con il risultato che allora chiuderanno una seconda arteria», ha paventato Serra prima di lanciare un appello alle istituzioni. «È urgente ripristinare la viabilità e provvedere allo sfalcio del fieno: ne va della sicurezza stradale, dell'integrità ambientale e del diritto
dei cittadini a usufruire dell'infrastruttura. Abbiamo bisogno di strade efficienti e lo sterrato della 24 era fondamentale per raggiungere le aziende, senza contare che evitava il transito in superstrada dei mezzi agricoli con carichi pesanti».

Maria Antonietta Cossu

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