Fumano nella spiaggia di Is Aruttas nonostante il divieto: multati

Cabras, dieci sanzioni. Per le sigarette ci sono apposite aree

CABRAS. Quando, sedici anni fa, venne istituito il divieto di fumo nei locali pubblici, furono in molti a viverla come una tragedia: oggi quasi nessuno si sognerebbe di accendersi una sigaretta in un bar o al cinema. Sul litorale del Sinis il divieto di fumo è in vigore da poche settimane, dopo l’ordinanza firmata dal sindaco, Andrea Abis. Ora sono arrivate le prime multe da 50 euro, una decina in tutto, frutto di un’attività di controllo focalizzata sui punti più affollati del litorale cabrarese, svoltasi tra Ferragosto e i giorni immediatamente successivi.

A elevare le sanzioni sono sttai gli agenti della polizia municipale e la compagnia barracellare: «Abbiamo lasciato passare una prima fase – spiega Abis – in cui gli agenti invitavano le persone ad andare nelle zone assegnate e durante la quale il divieto è stato pubblicizzato. Poi ho chiesto di entrare nel vivo, sanzionando chi, per distrazione o per prepotenza, continuava a ignorarlo».

Non è una scusa per far cassa, assicura Abis: «A noi non cambia niente incassare una somma pari a dieci sanzioni per divieto di fumo. Il nostro obiettivo è rendere le nostre spiagge migliori, far rispettare il regolamento ai fumatori e, perché no, portare le persone a fumare di meno».

Vigili e barracelli, ovviamente, sono finiti al centro di polemiche e critiche, ma il primo cittadino si assume le responsabilità della scelta «Ho letto attacchi pretestuosi, soprattutto sui social network, ma io voglio difendere i miei collaboratori. Se non avessimo voluto applicare il regolamento, tanto valeva non fare l’ordinanza: non è facile, abbiamo tanti chilometri di spiaggia e migliaia di persone da controllare».

Dalle persone multate, non sono però arrivate solo rimostranze: qualcuno ha riconosciuto il proprio errore e accettato di pagare la multa. D’altra parte non c’erano molte altre opzioni, se non quella del ricorso: molti tribunali amministrativi si trovano in questi giorni impegnati a valutare la legittimità delle ordinanze antifumo. Il divieto non è assoluto, laddove sono stati posizionati dei posacenere è consentito fumare: «Per noi questa situazione ovviamente comporta dei sacrifici, perché dobbiamo garantire la manutenzione e la pulizia dei posacenere e si tratta di un servizio diverso rispetto a quello della raccolta dei rifiuti».

I posacenere sono stati utilizzati spesso come estemporanei cassonetti, ma bisogna stare attenti: «Si tratta di abbandono di rifiuti – spiega Abis – e quindi di una contravvenzione sanzionabile
al pari di quella commessa da chi fuma in spiaggia». Intanto, l'impressione del sindaco è che il regolamento stia funzionando: «le persone fumano vicino ai posacenere ed è solo una ristretta minoranza a disinteressarsi del divieto». Forse le multe li convinceranno a ravvedersi.

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