A Oristano ecco i passaggi segreti dei Giudici

Lo Speleoclub sta completando la mappatura delle cavità artificiali di cui è ricca la città

ORISTANO. Sul tema, a Oristano, c'è una sensibilità particolare: quando si parla dei sotterranei della città, sono in molti a drizzare le orecchie. L'argomento è affascinante e appassionante, anche perché tutti sanno che esistono, ma in pochissimi hanno avuto la fortuna di visitarli. Passaggi segreti dei Giudici, o più prosaiche, ma non per questo meno belle, cisterne per l'approvvigionamento idrico della città prima della realizzazione, negli anni '20, dell'acquedotto che porta l'acqua da Bonarcado? La risposta la si può dare solo attraverso la ricerca scientifica e sono in corso ben due progetti paralleli e comunicanti. Uno è quello portato avanti dall'associazione Oristano Nascosta, che prevede – in collaborazione con il Comune – la mappatura del sottosuolo cittadino attraverso il georadar del professor Ranieri dell'Università di Cagliari. L'altro viene portato avanti dallo Speleo Club Oristanese, in collaborazione con l'architetto Francesco Deriu, e con l'appoggio di Comune, Provincia e Curia. «Lo Speleo Club – spiega Gianni Loddo, che è il referente per lo studio in questione – fa parte della Federazione Speleologica Sarda e porta avanti il lavoro di ricerca nazionale per la redazione del catasto delle cavità artificiali». Un lavoro utile per fini scientifici, storici e anche di sicurezza. «In questo momento – prosegue Loddo – ci stiamo concentrando sulla mappatura delle cavità presenti in città: l'obiettivo è quello di catalogare pozzi, cisterne e passaggi e per farlo ci avvaliamo di svariate professionalità. Il materiale è tanto, potrebbero volerci alcuni anni per completare il lavoro».

L'ultimo intervento, in ordine di tempo, è stato quello sotto il pozzo del Monastero del Carmine: «C'è una cisterna di 100 metri quadri, con pareti e pilastri in muratura che sembrerebbero, a un primo sguardo, più antichi del convento stesso. Ne abbiamo approfittato anche per raccogliere un po' di spazzatura che si era accumulata nel corso degli anni».

In precedenza era stata visitata anche la grande cisterna che sta sotto la cattedrale di Santa Maria, un luogo estremamente affascinante che in qualche occasione è stato visibile – attraverso una grata – anche per Monumenti Aperti. «Sarebbe pensabile rendere visitabili alcune
di queste strutture – spiega Loddo – in molte città esistono itinerari sotterranei». Attivo dal 1977, lo Speleo Club ha 90 iscritti. Fra loro, anche uno dei fondatori, Gianfranco Muzzetto. Presidente del Club è Gianni De Falco, geologo all’International Marine Center di Torregrande.

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