Sanità nella bufera: medici e infermieri accusati di pilotare assunzioni in cambio di voti

Una presunta rete di malaffare interna alla Assl appoggiata dall'operatrice di un'agenzia interinale che avrebbe prepato elenchi con persone provenienti quasi esclusivamente da Marghine e Planargia

ORISTANO. «Un posto di lavoro a te, tanti voti a me». Un presunto intreccio di malaffare e interessi personali o di partito si sarebbe annidato nell'Assl oristanese negli ultimi anni. Intreccio che proliferava, così sostiene la procura, sotto un terreno pieno di humus del Partito dei Sardi.

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A conclusione di un'inchiesta durata tre anni e denominata Ippocrate, sono state emesse 5 misure cautelari, quattro delle quali ai domiciliari. Il sindaco di Macomer Antonio Onorato Succu, 59 anni, per il suo lavoro di medico e il suo ruolo di dirigente all'Assl oristanese dove, sino a poche settimane fa, era stato direttore del dipartimento delle cure chirurgiche del San Martino. Poi, il primario dell'unità operativa di Anestesia dell'ospedale, Augusto Cherchi, 57 anni di Suni, ex consigliere regionale PdS. Nello stesso partito militavano il direttore delle professioni sanitarie Giovanni Piras, 53 anni di Ghilarza, e Salvatore Manai, 45 anni di Silanus, infermiere caposala nel blocco operatorio.

I quattro, secondo la procura, agivano dall'interno. All'esterno ci sarebbe stato però chi avrebbe garantito lunga vita al sistema. È la sassarese Agnese Gavina Canalis, 51 anni, che grazie al suo ruolo nell'agenzia di lavoro interinale E-Ework, avrebbe costruito elenchi con persone provenienti perlopiù dal Marghine o dalla Planargia. Per lei la Procura ha disposto il divieto di svolgere attività imprenditoriali private per un anno.

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