Tags: cultura

La cultura unisce mari e storie lontane

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di Enrico Carta

Nasce il Centro internazionale di Civiltà Egee. Accordo tra il Comune e l’Università che già ospita la scuola di archeologia

Il deserto della cultura: chiudono tutti i teatri

Il deserto della cultura: chiudono tutti i teatri

di Roberto Petretto e Maria Antonietta Cossu

Nel capoluogo il “Garau” è fermo dal 2015 e ora tocca alla struttura di Paulilatino Lo stabile di via Roma all’asta dal 2017. Pesa un mutuo diventato insostenibile

Beni culturali, stop alla gestione unica

Beni culturali, stop alla gestione unica

di Enrico Carta ; w; L’accorpamento non s’ha da fare. La gestione unica dei beni e degli eventi culturali ad opera di una fondazione che mettesse assieme le mille sfaccettature della cultura cittadina muore prima ancora di nascere. Sembra quasi un aborto spontaneo, dettato dal fatto che l’idea oristanese sarà sorpassata dalla legge regionale che verrà approvata al rientro dalle vacanze, in realtà dietro la scelta di mettere tutto nel cassetto c’è anche l’esigenza di far sopire i malumori che si erano creati nella maggioranza che si era spaccata in due. Da una parte Fortza Paris con l’avvallo di Forza Italia e altre compagini che aveva avanzato la proposta che avrebbe consentito di gestire una abbondante e danarosa fetta di torta e di potere; dall’altra i Riformatori che avrebbero mal digerito un simile accorpamento. Vedevano in ciò prima di tutto un’aberrazione della gestione della cultura: una fondazione unica avrebbe fagocitato tutto e il contrario di tutto rischiando di svilire ciò che ha un valore davvero culturale. E i Riformatori vedevano in ciò anche un pericoloso spostamento degli equilibri politici: la cultura sarebbe stata trasformata in un centro di potere con il cuore posizionato in un punto ben preciso dello schieramento che sostiene l’attuale maggioranza in consiglio comunale. Succede però che la Regione abbia intenzione di ampliare l’estensione delle proprie competenze e reso di fatto inutile l’accorpamento. L’8 o il 9 gennaio a Cagliari si voterà la legge – c’è anche l’azione del leader dei Riformatori Attilio Dedoni e forse non è un caso – con cui le Fondazioni e più in generale i poli culturali avranno una regia e una gestione unica a livello regionale. Questo ovviamente tarpa le ali al disegno dell’amministrazione che così ha deciso di fermarsi e di non procedere con l’accorpamento tra Fondazione Sartiglia, Museo Antiquarium Arborense e altre realtà culturali gestite dall’ente pubblico. Peraltro lo stesso ente pubblico aveva intenzione di farsi carico dell’assunzione dei dipendenti che oggi dipendono magari da cooperative o altri soggetti privati che si occupano della gestione del bene culturale. Del resto avrebbe avuto senso rischiare uno scontro in maggioranza per qualcosa che a breve non avrà più una guida oristanese? No e infatti dall’ordine del giorno del consiglio comunale è sparito proprio il punto in cui si doveva discutere dell’accorpamento.

Non si farà l’accorpamento tra Museo e Fondazione Sartiglia caldeggiato da Fortza Paris e osteggiato dai Riformatori

Michelangelo Pira, uomo di cultura da riscoprire

ALES. Un giornata di studi dedicata a Michelangelo Pira è stata organizzata per venerdì a Oristano e Ales. L’iniziativa è della Biblioteca Gramsciana Onlus, che ha il sostegno della Regione e la...

Teatro chiuso, lavori al via

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di Davide Pinna

Il Comune individua il responsabile del procedimento per i lavori al Garau chiuso da tre anni

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