SASSARI. Proseguire sulla rotta di Renzi e Gentiloni. Romina Mura, deputata uscente, non ha dubbi. Dal lavoro ai trasporti, l’esponente del Pd, candidata all’uninominale nel Sulcis e capolista nel...

SASSARI. Proseguire sulla rotta di Renzi e Gentiloni. Romina Mura, deputata uscente, non ha dubbi. Dal lavoro ai trasporti, l’esponente del Pd, candidata all’uninominale nel Sulcis e capolista nel proporzionale nel collegio del Sud, punta ad andare avanti sulla strada già tracciata dai governi del centrosinistra.

Lavoro. «In questi 5 anni sono stati creati un milione di posti di lavoro. Dobbiamo lavorare perché l’occupazione sia sempre più stabile e dignitosa. Dobbiamo continuare a combattere il precariato. E poi rafforzare le politiche attive per favorire i reinserimenti dei lavoratori. Un risultato che si ottiene solo con la formazione».

Trasporti. «Con questo governo sono stati fatti grandi passi avanti grazie al finanziamento per migliorare la continuità aerea. Quanto a quella marittima io sono la prima firmataria per affidare un ruolo di regia alla Sardegna. Dobbiamo essere noi a definire il contratto di servizio, a decidere la tipologia di continuità, i costi, le modalità».

Turismo. «A livello nazionale è stato varato un piano strategico che prevede la valorizzazione delle destinazioni turistiche minori, abbiamo fatto la legge sulle ferrovie turistiche, tutti ci auguriamo che Nuoro diventi capitale della cultura. Dobbiamo continuare su questa strada, mettendo insieme il mare con la cultura, le città d’arte e le zone interne. La Sardegna ha dimostrato che unendo questi elementi il sistema turismo funziona».

Urbanistica. «La legge va approvata, perché solo definendo un sistema di regole chiare e condivise con gli enti locali si tutela veramente l’ambiente. La giunta e il Consiglio devono riprendere in mano questa legge in maniera seria e convinta. È una priorità e va approvata entro il termine della legislatura».

Industria. «Non se ne può fare a meno. Nessun sistema può reggere se non ci sono tutti i settori produttivi che funzionano. Pensiamo a un territorio come il Sulcis, dove stanno per ripartire attività industriali fondamentali. Vanno in parte riconvertite, serve un’industria più sostenibile, ma è fondamentale che quei posti di lavoro vengano recuperati, anche perché fanno parte della storia della nostra isola».

Agricoltura. «Bisogna sburocratizzare. Anche questo governo e questa giunta hanno previsto molte risorse ma c’è ancora troppa burocrazia. Su questo dobbiamo impegnarci molto».

Spopolamento. «È un problema che da sindaca di un piccolo centro, Sadali, conosco molto bene. Bisogna investire su un sistema di sviluppo alternativo che si coniughi con le aspirazioni del territorio. E poi imitare la Francia sul tema della natalità: bisogna mettere le famiglie nelle condizioni di scegliere, prevedendo bonus, creando asili nido, rafforzando i servizi».

Infrastrutture. «Proseguire con la cura strategica di Delrio per ridurre il gap infrastrutturale. Come è stato fatto in questi anni coi vari Patti sottoscritti, cercando di ridurre sempre più i tempi di realizzazione delle opere».

Parchi. «Sono fondamentali. Servono regole per tutelare l’ambiente ma anche per gestire al loro interno attività ecosostenibili, anche private».

Insularità.
«È in parte un problema e ben vengano tutte le politiche attuate per trovare delle compensazioni. Ma essere un’isola del Mediterraneo è un valore da mettere a reddito. L’insularità può essere una leva su cui la Sardegna può ritagliarsi un ruolo internazionale».

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