segue dalla prima

I sardi abbandonano la propria terra natia con difficoltà, appena hanno l’opportunità quietano la nostalgia facendo ritorno a casa e il cardinale Becciu non fa eccezione. Da una parte il Vaticano, il...

I sardi abbandonano la propria terra natia con difficoltà, appena hanno l’opportunità quietano la nostalgia facendo ritorno a casa e il cardinale Becciu non fa eccezione. Da una parte il Vaticano, il ruolo di nunzio apostolico e diplomatico in varie parti del mondo e le innumerevoli responsabilità istituzionali, dall’altra l’amore per la Sardegna, per la famiglia rimasta a Pattada, per i compagni di seminario, per il contatto diretto con la gente; nel mezzo la fede che lo ha portato a consacrarsi a Dio e a abnegarsi al volere del Santo Padre, vera conciliazione di un sentimento sacro e terreno insieme. Pattada risponde con un grande moto di stima e orgoglio, ma tutta la Sardegna cristiana ha accolto la notizia della nomina cogliendone l’eccezionalità, non solo in riferimento al fatto che i “candidati” vengono scelti tra tutte le Chiese del mondo, ma anche perché avere un “portavoce” di tale prestigio equivale a un tonico morale capace di infondere speranza. In questo momento di angosciosa crisi socioeconomica, in questa fase di transizione verso porti che per ora rimangono ignoti, i sardi sentono il bisogno di avere fiducia e una buona parte di loro la trova attraverso un rinnovato sentimento religioso. Le famiglie non devono essere abbandonate a loro stesse, i giovani non devono essere abbandonati a se stessi, la Chiese deve riconquistare il proprio ruolo di evangelizzatore in questa società occidentale sempre più “scristianizzata”; questo un po’ il credo che sostiene il cardinalato di Don Angelino.

Da troppo tempo l’immagine e la sostanza della Chiesa cattolica venivano percepiti dal fedele come qualcosa di stantio e fuori tempo: la Renovatio è cominciata con l’elezione di Papa Francesco e la nomina del cardinale Becciu, suo diretto collaboratore, sembra lasciare intendere che stia continuando in quella direzione.

Il cardinale assumerà anche un ruolo importantissimo all’interno della Congregazione delle Cause dei Santi, il dicastero che si occupa dei processi di beatificazione e canonizzazione dei santi, oltre che di verificare l’autenticità delle reliquie. Dopo 26 santi e 7 beati di origine sarda, sono una ventina i nomi che aspirano alla beatificazione, e non ho dubbi che fra tutti, da oggi la
Sardegna pregherà affinché il cardinale Angelo Becciu riapra il caso di Fra Nicola, beatificato nel 1999, già santo per tutti i sardi. “Dio ti paghi la carità”, era solito benedire Fra Nicola il fedele misericordioso. E chissà che stavolta non avvenga il tanto atteso miracolo.



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