Università di Sassari, avviso di garanzia per l'ex rettore Maida

C’è l’ex rettore Alessandro Maida, l’ingegner Giuseppe Gaeta e altri 5 nomi tra gli indagati in una inchiesta della Procura della Repubblica sassarese dopo

la verifica amministrativa fatta, nel 2009, dell’ispettore del ministero delle Finanze Donato Centrone sulla gestione dell’ateneo turritano. L’ipotesi di lavoro del sostituto procuratore Porcheddu è che all’ombra dell’ateneo possano essere stati commessi abusi d’ufficio e almeno un falso ideologico
SASSARI. Quello di Alessandro Maida è il nome più illustre, ma sono sette gli indagati in una inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica sassarese dopo la verifica amministrativa e contabile fatta, nel 2009, dell'ispettore del ministero delle Finanze Donato Centrone sulla gestione dell'ateneo cittadino. La magistratura è al lavoro da più di un anno e nei giorni scorsi ha chiesto al giudice delle indagini preliminari la proroga delle indagini.

Il gip Maria Teresa Lupinu ha ricevuto la richiesta della Procura, corredata da un faldone di documenti che sono stati raccolti dagli uomini del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza. A loro, per una indiscussa competenza in campo amministrativo e contabile, la Procura ha delegato le indagini su un caso particolarmente spinoso, non solo per i risvolti giudiziari.

L'ipotesi di lavoro del sostituto procuratore Giovanni Porcheddu, che ha coordinato il lavoro della Tributaria, è che all'ombra dell'ateneo possano essere stati commessi alcuni abusi d'ufficio e almeno un falso ideologico. Dal riserbo che circonda l'inchiesta, seguita in ogni passaggio dal procuratore capo Roberto Saieva, che ha controfirmato la richiesta di proroga delle indagini, trapelano poche indiscrezioni.

Si sa che oltre Alessandro Maida sono state iscritte nel registro degli indagati altre sei persone. Tra queste c'è certamente Giuseppe Gaeta, l'ingegnere responsabile dal 2002 al settembre del 2009 (quando Maida venne sostituito dal rettore Attilio Mastino), di tutto il programma edilizio dell'Università. Oltre Gaeta, sono stati indagati altri cinque professionisti, alcuni dei quali dirigenti di uffici universitari che sono stati lo snodo amministrativo degli episodi finiti sotto i riflettori.

Si tratterebbe, in particolare, della ristrutturazione del Palazzo Clemente, della realizzazione dell'Orto Botanico, dei lavori di completamento del reparto di Malattie infettive. Tutti progetti che l'ispettore Centrone, con una relazione che provocò un terremoto negli ambienti accademici, aveva elencato tra le trentanove presunte irregolarità e disfunzioni emerse nel corso della sua verifica. Ma l'attenzione della Procura della Repubblica si sarebbe concentrata anche sugli incarichi esterni di progettazione e direzione di opere edilizie a consulenti e professionisti.

Gli uomini della Tributaria stanno scandagliando anche le autorizzazioni a docenti a tempo pieno allo svolgimento dell'attività libero professionale in società di «spin off». Nulla osta che l'ispettore Centrone aveva bacchettato per «l'eccessiva ampiezza dell'oggetto sociale di queste ultime, non pertinenti ad attività di ricerca applicata». Tra queste autorizzazioni ci sarebbe anche quella a Vanni Maccioco, preside di Architettura e progettista dell'Orto botanico. Il professor Maccioco non è tuttavia tra gli indagati, come del resto gli altri docenti citati nel Rapporto Centrone.

La richiesta di proroga delle indagini è un passaggio importante, non fosse altro perché rivela l'esistenza di una indagine che coinvolge la passata gestione dell'Università. Che sulla relazione Centrone fosse stata aperta una inchiesta penale si è parlato a lungo, negli ultimi mesi, senza però che la notizia trovasse conferme ufficiali. La richiesta di altro tempo, fatta al gip Lupinu che avrebbe già autorizzato la prosecuzione dell'inchiesta, deve essere interpretata come la volontà della Procura della Repubblica di completare accertamenti molto complicati.

Al centro delle verifiche ci sono le delibere del Cda, i contratti stipulati dall'Università, gli appalti e le autorizzazioni. Gli accertamenti sono stati fatti a ritroso, ma si sono fermati al 2005. Prima di quest'anno, infatti, anche se fossero stati commessi reati, questi sarebbero già prescritti.

Nel mirino della magistratura sono quindi rimasti gli ultimi quattro anni del rettorato di
Alessandro Maida. Nei prossimi giorni all'ex rettore e agli altri indagati sarà notificata la proroga delle indagini. L'inchiesta sull'Università di Sassari, quindi, da questo momento prosegue a carte scoperte.

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