Sedilo. Il libro di Souche e studiosi sardi

L'orchidea minacciata oggi convegno a Sedilo

 SEDILO. Tra rischio di devastazione a causa dell'uomo e necessità di tutela e valorizzazione. Protagonista è quello splendido esemplare che tutti conoscono con il nome di orchidea. Un'espressione della natura di cui anche la Sardegna vanta esemplari autoctoni. Se ne parlerà oggi in un convegno dalle 17 nella sede del Centro di documentazione ambientale.   È una delle famiglie vegetali più grandi al mondo per numero di specie e generi e delle 30.000 varietà di orchidee scoperte finora nel mondo circa 60 si trovano in Sardegna. L'eccezionale varietà biologica propria delle Orchidaceae sarà l'argomento centrale del convegno dedicato agli esemplari spontanei. A costituire lo spunto del seminario sarà la presentazione del libro "Hybrides d'Ophrys du bassin méditerranéen occidental" del ricercatore francese Remy Souche, che presenzierà all'incontro.  Del volume parlerà Ignazio Camarda, docente di Botanica sistematica e direttore del Centro per la conservazione e la valorizzazione della biodiversità vegetale dell'università di Sassari. La ricca varietà biologica di cui tratta il libro, tuttavia, è minacciata dall'attività antropica, che sul territorio regionale e in particolare sul versante della provincia oristanese si traduce anche nell'uso sconsiderato dei diserbanti ai bordi delle strade per eliminare rapidamente le erbacce con l'arrivo della stagione estiva. Alcuni casi venivano segnalati anche ieri nei centri costieri. Una pratica che secondo gli esperti mette a rischio la capacità riproduttiva dei fiori e delle erbe spontanee in genere, come sosterrà nella relazione introduttiva Alessandra Manca, direttrice del Ceas Centro e coordinatrice della sezione Sardegna centrale del Gruppo italiano per la ricerca sulle orchidee spontanee.  Sullo stesso problema si soffermerà anche il referente dell'Amint (Associazione micologica italiana
naturalistica telematica) Franco Sotgiu, autore (con il professore Antonio Scrugli) della scoperta di una specie di orchidea ancora sconosciuta nell'isola: la Platanthena Bifolia, individuata alcuni anni fa nelle campagne tra Borore e Santu Lussurgiu e che impone una efficace attività di tutela.

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