Accantonato l'eolico, la Regione punta sul fotovoltaico

La giunta Cappellacci archivia l’eolico e nel disegno di legge sul piano energetico ambientale regionale, punta sul solare. Un ruolo chiave viene attribuito all’ex assessore regionale Gabriele Asunis

CAGLIARI. C'era una volta l'eolico. La Regione lo ha archiviato definitivamente non solo per la bufera giudiziaria che un anno fa ha coinvolto il presidente della Giunta, Ugo Cappellacci, l'allora assessore Gabriele Asunis e il coordinatore nazionale del Pdl, Verdini, ma perché ha giudicato l'eolico troppo invasivo per il paesaggio. La partita dell'energia, però, non smette di attrarre la Giunta che ha approvato un disegno di legge con cui viene delineato il Pears, cioè il piano energetico ambientale regionale, valido per un triennio.

Approvando il disegno di legge, presentato dall'assessore all'Industria Oscar Cherchi, la Giunta Cappellacci ha blindato la questione energia perché il Pears «è approvato dalla Giunta previo parere delle commissioni consiliari competenti». Un parere che è soltanto consultivo. La Giunta ha chiuso urgentemente la questione energetica partendo da una considerazione importante: «Il sistema elettrico della regione», si legge nella relazione della Giunta, «è condizionato dalla capacità di esportazione giacchè i fabbisogni energetici interni sono già soddisfatti dagli impianti esistenti». In sostanza, con la crisi dell'impresa, l'attuale produzione di energia in Sardegna è più che sufficiente e considerata la necessità di «contenere un insediamento incontrollato di impianti energetici come quelli eolici e da biomassa di forte impatto paesaggistico ambientale», la Regione - è scritto nella relazione che accompagna la legge - ritiene di dover incentivare la fonte fotovoltaica «meno invasiva per il territorio e utilizzabile sia dal privato che dal comparto produttivo al fine dell'abbattimento dei costi dell'energia».

L'approvazione del Piano energetico regionale coincide con la nomina dell'ex assessore regionale Gabriele Asunis alla Direzione generale della programmazione unitaria. Un nuovo servizio creato mettendoci dentro le competenze che erano in carica al Centro regionale di programmazione e anche all'Osservatorio economico diretto da Mariano Mariani, nominato commissario a Olbia, incarico da cui si dimise il giorno prima della scadenza e poco prima del voto. L'ex assessore tecnico Asunis era stato sostituito in Giunta per via di uno dei diversi rimpasti effettuati e ora torna in campo con un nuovo ruolo alla programmazione: per i prossimi cinque anni - prevede la delibera - sarà direttore generale per il coordinamento della programmazione unitaria.

È tornato a Villa Devoto Mariano Mariani che, il giorno dopo le dimissioni da commissario di Olbia, era controparte dei sindacati nel tavolo sullo sviluppo. (Il Consiglio regionale aveva chiesto all'unanimità l'annullamento della nomina a commissario di Olbia ma la richiesta non era stata presa in considerazioen). Tra gli esponenti fidati della prima Giunta Cappellacci, infine, nemmeno l'ex assessore all'Agricoltura Andrea Prato, che aveva lasciato l'assessorato a Mariano Contu, ha potuto rioccuparsi esclusivamente delle sue attività imprenditoriali perché il presidente Cappellacci gli ha affidato la guida della società «Sardegna Co2», che dal nome si dovrà occupare di ambiente, di green economy e ancora di energia. Con la considerazione che sul piano energetico, la produzione attuale è più che sufficiente mentre l'elemento dabbero indispensabile, sul piano interno, è il metano visto che la Sardegna è l'unica regione a non disporre di questa fonte decisiva per le bollette dei cittadini e delle aziende. La metanizzazione, però, subisce ritardi, i tempi stanno slittando nel silenzio di tutti i soggetti interessati. Il Pd è molto critico su tutta la vicenda. Francesca Barracciu ha presentato un'interrogazione sugli aspetti di illegittimità della delibera sulla nuova programmazione: «Non solo si tratta di disposizioni che contravvengono alle normative regionali e che attribuiscono compiti a un nuovo soggetto in maniera discrezionale ma si duplicano e si sovrappongono ai compiti istitutivi del centro regionale di programmazione».

Francesca Barracciu ricorda il problema dei Fondi europei non spesi: «Ci sono 222 milioni fermi - afferma - e il presidente Cappellacci invece di occuparsi di questo dato che grida vendetta si preoccupa di piazzare i suoi uomini e di gestire il potere. Questi presupposti non ci fanno dormire sonni tranquilli». Nell'interrogazione del Pd sul nuovo servizio della programmazione si legge che l'iniziativa «non c'entra con la buona programmazione. Rappresenta solo lo svuotamento del Centro regionale e dunque dell'assessorato alla Programmazione in favore della presidenza della Regione; e questo
non si spiega se non come un atto di sfiducia nei confronti dell'assessore La Spisa e con la volontà di Cappellacci di risarcire, con sostanziosi poteri, chi è stato sacrificato nei rimpasti di Giunta».

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