Col Puc torna d'attualità il progetto di Baroudi sull'antica villa Mugoni

Si tratta dell'unico intervento di riconversione previsto dal piano urbanistico fuori dalla città

 ALGHERO. L'unico intervento di riconversione strutturale in area extraurbana previsto dal piano urbanistico comunale catalano, attualmente oggetto di un duro scontro politico, è quello della villa Mugoni a Porto Conte. Antico eremo nobiliare nel cuore della Baia delle Ninfe, dotato di una vasta casa padronale, scuderie, magazzini, un ampio parco immerso nella macchia Mediterranea, potrà essere trasformato in un grande albergo di lusso.  Un centinaio di stanze con tante stelle, impianti sportivi, spazi per il tempo libero, centro benessere, piscine, tennis, un buen ritiro per clientela di alto livello. L'intervento nasce in uno degli angoli più affascinanti della costa algherese, già visitato dal principe ismailita Karim Aga Khan che voleva investire in Sardegna e verso il quale aveva manifestato grande interesse senza però trovare riscontri favorevoli in ambito locale e quindi decise di spostarsi a Ovest dell'isola dove nacque la Costa Smeralda. L'area è di proprietà del gruppo finanziario franco libanese della Interfininvest, con sede a Lussemburgo, che fa capo al finanziere Edward Baroudi. Gruppo proprietario anche del Baia di Conte, la mega struttura alberghiera che all'atto della sua realizzazione registrò un episodio di abusivismo edilizio per 10 mila metri quadri di eccedenza rispetto al progetto originario. I libanesi posseggono anche un centinaio di ettari sulla direttrice per Capo Caccia, tra il fronte mare e l'interno. Il Gruppo Baroudi nell'ultimo quarto di secolo è stato protagonista di ripetuti tentativi di edificazione nei propri terreni, prospettando oltre a massicci interventi residenziali anche un campo da golf, con club house e servizi. Si parlò anche di una pista per macchine di Formula 1 poichè il gruppo, petrodollari e tecnologie d'avanguardia, la francese Tag, era presente nel circo mondiale delle auto da corsa. Prospettive che non andarono mai a buon fine per ragioni diverse: una forte opposizione di parte del mondo politico cittadino, comprese alcune ragioni non proprio nobili, e del fronte ambientalista. Il progetto di riqualificazione della villa Mugoni vanta una prima presentazione alla fine degli anni Novanta. Fu la giunta guidata da Carlo Sechi a presentarne l'elaborato, a pochi mesi dalla fine della legislatura, nel corso di una conferenza tenutasi nell'hotel Catalunya presente il finanziere Baroudi, l'architetto Alessandra Pala, i vertici dell'amministrazione comunale, il mondo ambientalista locale e quello politico in assetto trasversale. Resta da verificare, nel caso di
approvazione del Puc, se a quel progetto saranno apportate variazioni. Non è ininfluente poi sul futuro di Mugoni il fatto che lo stesso Piano Paesistico Regionale, varato dall'esecutivo presieduto da Renato Soru, ha previsto specificatamente in quell'area interventi di trasformazione alberghiera.

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