Perdasdefogu. Si riaccende il botta e risposta a distanza tra esperti

«Nessun tumore fuori norma»

Caso Quirra, l'ematologo Broccia scrive a Fiordalisi e a Mura

 PERDASDEFOGU. Negli ultimi sette mesi in particolare, in quel di Quirra, ha sentito parlare di tumori in aumento e di patologie insidiose. Giorgio Broccia, da medico esperto e navigato, ha pensato che qualcosa, in tutto questo, decisamente non gli tornava. E che anzi era arrivata l'ora di darci un taglio, perché a lui, trent'anni di monitoraggio e dati, dicevano esattamente il contrario. Dicevano che a Quirra non si è registrato «un eccesso di casi di emopatie maligne».  Così, in queste ore, il professionista e fondatore del centro trapianti dell'ospedale Businco di Cagliari, ha preso carta e penna, ha rispolverato i dati scovati insieme alle sua equipe in decine di ospedali sardi, e ha scritto una lettera piuttosto sintetica indirizzata al procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi e al sindaco di Perdasdefogu, Walter Mura. La lettera ha un unico grande messaggio: «Nei comuni circostanti il salto di Quirra, il rischio di diagnosi di emopatia maligna non è risultato significativamente differente da quello riscontrato nella restante popolazione in Sardegna». Giorgio Broccia lo scandisce bene, sul finale del suo breve scritto. Al procuratore Fiordalisi e al sindaco Mura, scrive che «per poter valutare meglio» il problema «di un possibile eccesso di tumori maligni, probabilmente ematologici, nel territorio intorno al poligono, da tanti anni dibattuto dai mezzi d'informazione», «riteniamo utile richiamare l'attenzione sui risultati della nostra analisi», e di focalizzare poi l'attenzione sui dati relativi a Quirra. L'esperto ematologo, che ora è in pensione ma continua a seguire lo studio in Sardegna dei casi di emopatia maligna, spiega anche che la sua analisi si fonda sui dati di una ricerca che è cominciata 30 anni fa ed è tutt'ora in corso. «Nel corso dei trent'anni che vanno dal 1974 al 2003 - scrive Broccia - si è riscontrato un rilevante aumento dei casi di emopatia maligna». Ma questo, precisa, è legato «all'invecchiamento della popolazione, a un aumento dell'incidenza di alcuni tipi di emopatie maligne, come avvenuto in tutto il mondo occidentale». Ma anche focalizzando l'attenzione sugli otto comuni circostanti il salto di Quirra - Armungia, Ballao, Escalaplano, Perdasdefogu, San Vito, Tertenia, Villaputzu e Villasalto - il professionista spiega che nel «periodo 1974-1993, in nessuno dei comuni considerati è stato riscontrato un eccesso di emopatie maligne». «In conclusione - aggiunge - in base ai dati raccolti dal '74 al 2003, nella popolazione dei comuni circostanti il Salto di Quirra, il rischio di diagnosi di
emopatia maligna non è risultato significativamente differente da quello riscontrato nella restante popolazione sarda. Questi risultati non concordano con le ripetute segnalazioni di un eccesso di emopatie maligne in questo territorio: sarebbe certamente utile confrontare i nostri dati con quelli».

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