Monti. Migliaia di persone al pellegrinaggio verso il santuario campestre

San Paolo eremita, un bagno di fede

 MONTI. «Questa pietra è stata prelevata dai muri del monastero copto in Egitto dove visse e morì il grande Paolo primo eremita, patriarca dei monaci paolini. Al celebre santuario di Monti offrono con fraterna amicizia i figli spirituali di San Paolo e della comunità di Prima porta in Roma». È la dicitura incisa su una piccola lapide in marmo bianco donata alla comunità montina.  Il prezioso dono è stato consegnato dal responsabile nazionale dell'Ordine di San Paolo primo eremita, padre Tomas Ciolek, al parroco di Monti, don Luca Saba, in occasione della festa del 16 agosto in onore di «Santu Paulu' e Monte». Ospite della parrocchia, padre Tomas, accompagnato da un confratello, ha potuto verificare di persona quanta devozione ci sia da parte dei galluresi, baroniesi, logudoresi verso l'eremita. Martedì scorso la solenne messa del mattino concelebrata con una decina di sacerdoti è stata presieduta dal vescovo di Ozieri, Sergio Pintor con lo stesso padre Ciolek, accompagnata dai canti liturgici in limba e latino dalla corale della confraternita «Santu Ainzu», in una chiesa gremitissima. Suggestiva, anche la processione con la partecipazione al rito della bandiere, voluta dall'amministrazione comunale, attraverso la Pro loco, che ha visto la presenza di tanti gonfaloni, numerosi sindaci, rappresentanti di Regione
e Provincia e decine e decine di bandiere votive di privati. Nel corso della ricorrenza, che si è protratta per alcuni, saranno giunti al santuario per assistere alla funzioni religiose non meno di tre o quattromila fedeli, ribadendo ancora una volta la devozione a «Santu Paulu'e Monte». (g.m.)

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