Giallo dell’elicottero scomparso, spunta l’ombra dei servizi segreti

Un nuovo elemento si aggiunge al giallo di Volpe 132, l’elicottero della Finanza a Capo Ferrato nel 1994. La società che gestiva il velivolo gemello scomparso a Oristano pochi giorni dopo, aveva sede a Roma in un palazzo del governo

SASSARI. Fino a oggi è stato solo un sospetto. Un sospetto, per dire la verità, anche robusto. E cioè che la Wind Air srl, che gestiva l'elicottero A-109 sparito dalla zona industriale di Oristano pochi giorni dopo la tragedia di Volpe 132 nel marzo del 1994, fosse una società di copertura dei servizi segreti. Una inquietante complicazione nelle indagini della procura della Repubblica di Cagliari sul possibile legame tra la misteriosa fine dell'elicottero della guardia di finanza, con a bordo il maresciallo Gianfranco Deriu e il brigadiere Fabrizio Sedda, e il "furto" di Oristano.

Una delle ipotesi di lavoro è stata che l'elicottero di Oristano (poi ritrovato nel maggio successivo in un deposito di Quartu) dovesse servire per depistare le indagini sulla fine di Volpe 132. Impossibile infatti pensare che sia stata una coincidenza la quasi contemporanea scomparsa di due velivoli uguali. Il furto dell'avionica (trovata successivamente grazie a un confidente) porta poi a sospettare il fatto che qualcuno volesse utilizzare parte della strumentazione dell'elicottero di Oristano per intossicare le indagini su Volpe 132, magari facendo spostare le ricerche lontano da Capo Ferrato, dove tre testimoni hanno visto esplodere in cielo l'elicottero della Finanza.

La sparizione dell'A-109 da un capannone della zona industriale di Oristano è sempre stata una storia poco limpida. La società che lo gestiva, la Wind Air srl, poi accusata di appropriazione indebita dalla Siam Leasing, controllata della Banca nazionale dell'Agricoltura (proprietaria del mezzo), è apparsa subito un'entità senza volto e senza anima. Una società con molte, troppe, stranezze. Per non parlare, poi, del suo rappresentante legale, Costantino Polo. Un uomo che nessuno ha mai visto e che appare come un'ombra sfuggente, quasi un'entità virtuale. Ma ora affiora un fatto nuovo.

Un fatto che rende molto più robusto il sospetto che la Wind Air srl sia una società di copertura dei servizi segreti. Un fatto che potrebbe spingere la procura della Repubblica di Cagliari a riconsiderare molte cose sul piano investigativo. Prima fra tutte, l'eventualità che in questa storia di morte e di misteri, chiamata l'Ustica sarda, ci siano stati pesanti tentativi di intossicaszione e di depistaggio probabilmente per nascondere interessi e responsabilità istituzionali. La novità emerge dall'analisi di alcuni documenti dell'Agenzia del demanio. Si tratta di una sorta di censimento su immobili dello Stato dei quali le amministrazioni chiedono l'esclusione dal trasferimento (soprattutto caserme, uffici ministeriali e sedi di strutture governative).

Si tratta di una procedura stabilita dalla legge finanziaria per la razionalizzazione e il contenimento della spesa pubblica. Ebbene, tra questi immobili che fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato, c'è un'unità in via della Tribuna di Campitelli, al numero 23. Il codice della scheda è RMB0113 e il codice del cespite: RM0236002. Strana combinazione: è proprio lo stabile dove aveva sede legale la società Wind Air srl. Ma non basta: esattamente a fianco di questa casa, con ingresso da Piazza di Campitelli c'è un altro immobile che, l'Agenzia del demanio cataloga così: «Indirizzo: Piazza di Campitelli Codice Scheda: RMB0113, Denominazione: ex Convento di Santa Maria in Campitelli in Piazza Santa Maria in Campitelli/Via Tribuna in Campitelli; amministrazione centrale: Ministero dell'Interno; motivazione: in uso per comprovate ed effettive finalità istituzionali; dettaglio motivazione: Polizia di Stato».

Mentre per questo stabile viene indicato anche il valore catastale (13.314.373,72 euro) e l'amministrazione che lo gestisce (il ministero dell'Interno), per quello in cui aveva sede la Wind Air srl, invece, non si fa riferimento al valore dell'immobile e neppure all'amministrazione che lo gestisce. L'unico elemento disponibile è che è «in uso governativo». Una riservatezza e una cautela che non possono non far pensare alla presenza di una struttura che fa riferimento all'intelligence. Certo, manca la prova di un dettaglio. Cioè se l'unità abitativa «a uso governativo» all'interno dello stabile di Via della Tribuna di Campitelli è la stessa in cui aveva la sua sede legale la Wind Air srl. Ma è oggettivamente difficile pensare che una sede coperta dei servizi segreti possa convivere con una società a responsabilità limitata dai contorni indecifrabili e dall'attività quanto meno discutibile. La necessità della riservatezza degli 007 impone infatti codici di cautela e di prudenza molto rigidi. Altro elemento di incertezza: nel 1994 quello stabile era già in «uso governativo»? Era cioé già di proprietà dello Stato e quindi dato in gestione a una struttura governativa? Sono dubbi che è doveroso porsi, ma che diventano pura accademia se si mettono in fila tutti gli elementi finora raccolti su Wind Air srl e sul suo misterioso amministratore Costantino Polo. Un uomo che, stando ai documenti camerali ufficiali, ha tre date e tre luoghi di nascita diversi e residenze molto dubbie.

Una, per esempio, è a Roma in Salita di San Gregorio numero 1. Palesemente falsa, visto che a quell'indirizzo c'è una palazzina a due piani dove ha sede la Procura Generalizia della Congregazione delle Missionarie della Carità. Ossia, il quartier generale delle Suore di Madre Teresa di Calcutta. Per non parlare poi dello spostamento di sede della Wind Air srl a Nuoro in un indirizzo inesistente. Oppure degli strani personaggi che gravitavano a Oristano intorno all'elicottero A-109 Agusta che sparì per essere poi ritrovato (grazie a una soffiata) in un deposito di Quartu: e cioè un americano di nome Clark Kendall e due ex piloti militari bosniaci.

Per concludere: se la Wind Air srl, come tutto fa credere, era davvero una società di copertura dei servizi segreti, perché ambienti dell'intelligence si sono mossi all'interno della storiaccia di Volpe 132 che, per le autorità militari, alla fine sarebbe solo un incidente? E se si somma questo fatto all'incredibile richiesta di "blindare" la vicenda con il segreto di Stato, è del tutto evidente che il maresciallo Gianfranco
Deriu e il brigadiere Fabrizio Sedda non sono stati vittime di un incidente. La tragedia di Feraxi rientra probabilmente in un gioco oscuro di interessi inconfessabili che si cerca di nascondere da 17 anni.

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