San Simplicio, il cuore della città

La storia della basilica in un libro di Luigi Agus

 OLBIA. Dopo uno studio accurato e puntiglioso, svolto tra vecchi documenti e antiche mura di granito, il professor Luigi Agus può finalmente ritenersi soddisfatto. La sua è una scoperta eccezionale.  Una di quelle destinate ad aprire nuovi e importanti scenari. Una tesi, quella sostenuta dal docente dell'Istituto superiore Euromediterraneo, che andrebbe a riscrivere parte della storia olbiese e del suo monumento più rappresentativo, la basilica di San Simplicio. Il tutto racchiuso tra le pagine del libro «San Simplicio in Olbia e la Diocesi di Civita», presentato venerdì insieme al vescovo Sebastiano Sanguinetti. Sostenuta sia dal comune di Olbia che dall'Istituto Euromediterraneo, la ricerca rivela due importanti novità: la datazione della chiesa e la compresenza di due centri abitati nel territorio olbiese. «Secondo i miei studi, la basilica di San Simplicio è la chiesa romanica più antica della Sardegna, antecedente di pochi anni a San Gavino di Porto Torres - afferma Luigi Agus, che continua -. Inoltre, si è sempre sostenuto che Civita fosse l'attuale Olbia, ma ho scoperto, in un antico documento, che sono stati due centri distinti».  Presente all'incontro anche il sindaco Gianni Giovannelli che, complimentandosi con il professor Agus, annuncia la prossima mossa dell'amministrazione comunale. «Mercoledì prossimo ci sarà la posa della prima pietra dell'Urban Center. Sarà un'opera che riqualificherà tutta la zona - spiega il sindaco -. La basilica di San Simplicio deve avere un ruolo centrale anche per quanto riguarda l'urbanistica. È il simbolo di Olbia e sarà finalmente visibile da più punti della città».  Il vescovo Sebastiano Sanguinetti ricorda, invece, un progetto caro alla comunità olbiese. «È al vaglio della Santa Sede un'istanza per far sì che Olbia, dopo quasi 200 anni, venga nuovamente considerata nel titolo della Diocesi - dichiara -. Gli olbiesi hanno il diritto e il bisogno di
conoscere la storia della propria città. Dobbiamo fare grandi sforzi, insieme alle istituzioni, per mantenere viva la memoria storica».  Una proposta è infine giunta dal parroco di San Simplicio, don Giovanni Debidda: «Sarebbe significativo vedere rappresentata la basilica nel simbolo del Comune».

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