Emigrati, un plebiscito per Serafina Mascia

Eletto il nuovo presidente al quinto congresso della Fasi, ad Abano Terme

ABANO TERME. Con 252 voti su 274 votanti, quasi un plebiscito, Serafina Mascia è stata eletta presidente della Fasi, la Federazione dei circoli degli emigrati sardi in Italia. Sostituisce Tonino Mulas, che dal quinto congresso è stato acclamato presidente onorario, mentre Filippo Sotgiu (l'altro grande leader storico) è stato nominato a sua volta presidente emerito.  

Vice presidenti sono stati eletti Antonello Argiolas (coordinatore dei circoli della Lombardia) e Maurizio Sechi (espressione dei giovani).  La svolta rosa con l'elezione di Serafina Mascia era ormai scontata dopo due giorni di congressi e ieri l'appuntamento dei circoli italiani non ha riservato sorprese. «Daremo spazio alle donne e ai giovani - ha detto la neo presidente - per sfruttare le nuove energie del mondo sardo dell'emigrazione, che vuole interloquire con la Regione non solo sul nostro rapporto ma più in generale sulle politiche, perché siamo in grado di dare preziosi contributi». 

L'assessore regionale al Lavoro, Antonello Liori, è intervenuto ieri nel dibattito, ha raccolto proposte e critiche e ha affermato che «è necessario rivisitare la legge del 1991 che regolamenta il mondo dell'emigrazione, perciò sono pronto a confrontarmi con le associazioni per avviare il percorso che porterà ad una nuova proposta». Liori ha aggiunto che «la Regione ritiene che sia una risorsa importante da valorizzare adeguatamente, un patrimonio umano e culturale che ha contribuito a far conoscere la Sardegna in tutto il mondo». 

Concetto ripreso, tra gli altri, da Franco Siddi, segretario della Fnsi (il sindacato nazionale dei giornalisti), uno degli ospiti (testimonial-delegati) del congresso. «Per merito dei nostri emigrati - ha detto Siddi - i sardi sono particolarmente stimati in Italia e nel mondo per serietà, competenza e attaccamento al lavoro. Ma questo patrimonio professionale e culturale non viene valorizzato nell'isola, occorre
quindi una politica di largo respiro». 

Tra i testimonial-delegati il regista Gianfranco Cabiddu e lo scrittore Marcello Fois, il quale si è soffermato anche sul caso dei giovani, anche laureati, emarginati nell'isola per la mancanza di lavoro: li ha chiamati gli «emigrati stanziali».

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