A Sedini i misteriosi dipinti della chiesa del Rosario

Emersi durante i lavori di restauro, sono databili ai decenni a cavallo tra il XVI e XVII secolo

SEDINI. Incastonata fra le case di roccia del centro storico di Sedini la chiesa del Rosario è lì da secoli, ristrutturata in diverse epoche e impreziosita da tanti interventi, ma mai come in questi ultimi decenni era stata così dimenticata e abbandonata al suo destino. Ma ecco che la Provvidenza ha provveduto. Sottoforma di un apposito finanziamento del Comune di Sedini e dei fondi dell'otto per mille (600 mila euro) e così le speranze di salvare l'antico tempio si sono riaccese. Tre mesi fa iniziano i lavori di consolidamento statico, l'impresa lavora spedita per recuperare le murature ferite da profonde e pericolose crepe, ma sotto i colpi delle mazzette riappare qualcosa di incredibile. Rimuovendo gli intonaci sotto gli strati di calce più antichi, nelle fiancate e nella volta del presbiterio appaiono come per miracolo grandi porzioni di dipinti murali databili ai decenni a cavallo tra il XVI e XVII secolo.

Figure misteriose ma ben identificabili, volti di personaggi con folta barba, forse i volti degli apostoli, che osservano il centro di una scena più ampia ma ancora nascosta dall'intonaco. Altre figure di santi anch'esse di stupenda fattura, sono poi documentate nelle pareti laterali. File di piedi, volti, abiti. Immediatamente lavori si interrompono e inizia il lavoro degli esperti. Don Francesco Tamponi, direttore dell'Ufficio per i Beni culturali delle diocesi di Tempio e Ampurias nel comunicare la scoperta alla stampa è visibilmente emozionato. Lui che è sedinese e che da giovane parroco ha celebrato messa nella chiesa della Madonna del Rosario aveva fiutato che qualcosa di importante si potesse celare sotto quegli antichi intonaci. Racconta don Francesco della confraternita del Rosario di Sedini fondata dai reduci della battaglia di Lepanto che fondarono la chiesa per ringraziare la Madonna, di quei dipinti che seppure ancora frammentari rivelano un intero ciclo di storie legate al culto del Rosario.

Sopra quei dipinti sono stati applicati altri dipinti nel 1700 e poi ancora altri con la tecnica degli stencil nel 1800. «E' insomma un'operazione culturale di grande importanza - spiega Francesco Tamponi - che restituirà la chiesa alla comunità di Sedini e incrementerà il patrimonio culturale non solo di questo centro ma dell'intera Sardegna, ripristinando opere di grande interesse, da secoli dimenticate e nascoste sotto gli intonaci». Entusiasta è anche il sindaco del paese Giovanni Degortes. «La festa del Rosario, pur non essendo la festa patronale è da sempre la festa più importante di questa comunità - spiega - per questo abbiamo subito cercato di restituirla al culto dei fedeli trovando i finanziamenti necessari. Fondi che ora però alla luce di questi straordinari ritrovamenti non sono più sufficienti per cui si renderà necessario un ricalcalo degli interventi e la previsione di ulteriori sovvenzioni».

Al mistero dei dipinti si aggiunge poi un altro mistero, legato all'apertura di una nicchia nel paramento murario esterno. Al suo interno sono stati ritrovati due femori umani deposti a formare una croce e con a lato
una placca ovale in metallo con incisioni non più visibili. Difficile interpretarne l'origine e il significato. Un macabro trofeo di guerra di qualche reduce di Lepanto? Una reliquia di un personaggio illustre e o di un santo occultata e poi dimenticata? Risposte che gli studiosi proveranno a dare.

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