Nulvi, la festa di Sant'Andria

I bimbi della materna hanno rispolverato la tradizione tra grandi zucche intagliate e antiche cantilene

 NULVI. C'è ancora una speranza che l'antica festa di Sant'Andria riesca a sopravvivere, minacciata com'è dalla serrata invadenza della notte di Halloween. E forse saranno i più piccini a salvarla dalla colonizzazione americana del "dolcetto o scherzetto". La notte del 30 novembre, su iniziativa delle insegnanti della scuola materna di Nulvi, un folto gruppo di bambini (e di genitori) hanno riproposto la festa di Sant'Andria. Un'usanza ormai quasi dimenticata voleva che in quella notte dei gruppi di giovani, possibilmente mascherati per celare la loro identità, vagassero per le vie del paese portando con se zucche svuotate del loro contenuto ed intagliate a forma di teschio, al cui interno luccicava un candela che dava alla zucca (sa corcorija) un aspetto sinistro. Completava la tradizione un'antica cantilena, enigmatica e minacciosa, che faceva pressappoco così: «Sant'Andria muzza li mani, cantas azzolas has filadu...».
Le visite nelle case venivano premiate con piccoli omaggi di frutta secca, dolci e qualche soldino. I bambini della Materna, agghindati in modo curioso, hanno dimostrato grande capacità nel recitare l'antica filastrocca ed erano accompagnati da un super-nonno che impersonava Sant'Andrea.(m.t.)

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