Oggi il convegno sulle "Voci di Gallura"

Aggius celebra Salvatore Stangoni e Ninucciu Peru

 AGGIUS. S'intitola "Le voci di Gallura" il convegno organizzato per il 30º anniversario della morte di Salvatore Stangoni, una delle voci più suggestive del coro di Aggius, e il chitarrista e fisarmonicista Ninuccio Peru: si terrà oggi (16.30) nel centro di Marugnò. L'evento è ideato dall'associazione culturale "Balori Tundu" in collaborazione con l'agriturismo Il Muto di Gallura.  Aggius ricorda così i suoi cantori assurti agli onori della cronaca nazionale e all'attenzione di Gabriele D'Annunzio, colui che soprannominò Stangoni "Galletto di Gallura". All'introduzione del moderatore Angelo Addis seguiranno le relazioni di Giuseppe Andrea Peru (La musica di Aggius), Marco Lutzu (Il canto in Sardegna), Franco Madau (Il canto ad Aggius), Aldo Brigaglia (La cultura e il turismo), Tomaso Panu (L'eco di una voce aggese nella cultura italiana); quindi la chiusura dell'assessore regionale alla Cultura Sergio Milia. Concluso il convegno sarà il turno degli interventi canori dei cori Cuncordu de Orosei, Tenore Supramonte di Orgosolo, Contratu di Seneghe e dei cori di Aggius "Balori Tundu", "Galletto di Gallura" e "Matteo Peru". Quindi, l'esibizione artistico-musicale di Pinuccio Sciola con le sue "pietre sonanti", la mostra vfotografica "La musica, il canto ad Aggius" e degustazione di prodotti locali. Nel corso dell'incontro sarà presentato il cd "Napulioni un supelbu riu" del coro Balori Tundu, prodotto da Franco Madau.  Tra i precursori della canzone in limba, Madau commenta: «L'iniziativa vuole onorare il canto aggese nella figura di due personalità, quella unica di Stangoni e l'altra comunque indispensabile nella "mitologia" della musica locale, ovvero Peru, che ha accompagnato i grandi cantori aggesi. Chiaro che Stangoni ha rappresentato per la Sardegna l'innovazione della tradizione, mantenendola costante e viva, pur essendo in una terra di confine come la Gallura. Ma quel che cantava lo viveva e quel che viveva, lo cantava. I suoi erano canti creati da una civiltà, raccontata senza retorica e senza piagnistei. Per questo Dario Fo lo scelse per i suoi spettacoli».  Madau descrive Balori come un uomo di parte, anche dal punto di vista politico, e lo è stato
per tutta la sua vita, coerente con la civiltà e con la comunità in cui viveva. «Un esempio che il popolo gallurese non ha seguito - dice -: ha venduto la Costa Smeralda pensando di aver risolto i suoi problemi e ora che quel mondo è in crisi si scopre povero. Perché ha abdicato alla sua civiltà».

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