Olbiese perde un piede in Thailandia, 20mila euro per l'operazione

Phuket. Cade dalla moto e il guardrail gli amputa l'arto, i medici lo operano solo dopo 12 ore e dopo avere avuto rassicurazioni dal console italiano sul pagamento dell'intervento chirurgico

OLBIA. Fissa in modo ossessivo il bendaggio che nasconde il piede appena riattaccato. Il monitor continua a scandire i battiti del cuore in una sala sterile, asettica, tra tubi e agocannule. Alessandro Amadori, 27 anni di Olbia, è inchiodato in un letto del Bangkok hospital di Phuket, in Thailandia. Nel cuore nero di un incubo.

I medici gli hanno riattaccato il piede, dopo 12 ore di attesa e la garanzia che la famiglia avrebbe pagato 20mila euro per l'operazione. L'incubo di Alessandro è cominciato contro un guardrail che gli ha staccato di netto un piede. Una sciabolata. La moto, presa a noleggio per spostarsi dall'hotel al centro della megalopoli thailandese, lo ha tradito. Alessandro è scivolato contro la barriera di lamiere. Il ragazzo, in vacanza con quattro amici, ha scelto di trascorrere il Capodanno al caldo, in Thailandia. L'incidente la notte del 30 dicembre. All'alba arriva una chiamata ai genitori di Alessandro.

«Gli amici mi raccontano quello che è successo - spiega la madre Caterina -. Mi dicono che è ricoverato al Bangkok hospital e mi spiegano che i medici chiedono 5mila euro per intervenire. Il centro è privato e gli stranieri non sono coperti dal servizio sanitario. Impossibile alle 3 del mattino riuscire a inviare del denaro. Ho chiamato il console in Thailandia e ho chiesto una sua mediazione. La mattina dopo è arrivato in ospedale. Ha trattato per quattro ore con i medici per convincerli a operare mio figlio. Gli hanno riattaccato il piede dopo 12 ore dall'incidente. Un disastro. Mi hanno già detto che sull'osso c'è il rischio di necrosi e sarà indispensabile intervenire di nuovo. L'ospedale si è mosso solo dopo che sono stati anticipati 4mila euro. Hanno tenuto il piede amputato sotto ghiaccio fino a quando non siamo riusciti a convincerli».

Ma non è semplice trovare il resto del denaro. Per questo il sindaco Gianni Giovannelli dal palco del concertone la notte di Capodanno ha lanciato l'appello per una colletta a favore della famiglia. Gli amici e i parenti hanno creato dei banchetti in città per raccogliere fondi, ed è partito il tam tam su Facebook. Ski è attivato anche il comitato di Isticadeddu, il quartiere dove vive la famiglia. Alessandro lavora in uno studio grafico in città. I genitori stanno per partire per Phuket.

«Devo andare a riprendere Alessandro - continua la madre -. Mio figlio è bloccato in ospedale. Gli hanno anche sequestrato il passaporto. L'albergo chiede 1600 euro per la moto distrutta nell'incidente. Ora devo correre da mio figlio. Incredibile, in ospedale non lo hanno voluto assistere fino a quando non hanno avuto rassicurazioni sui soldi. E di preciso
non mi hanno detto quanto costerà la degenza. All'inizio volevano 5mila euro, ora siamo arrivati a 20mila senza che nessuno mi abbia spiegato il motivo». Per Alessandro questa è la prima operazione. L'intervento è un tassello, ne servono altri perché abbia qualche possibilità di conservare l'arto.

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