La Maddalena, pronti 28 milioni, ma bonifiche in stallo

Ecco caso per caso che cosa prevede l’ordinanza per la riparazione dei danni nell’arcipelago dopo il G8 mancato

LA MADDALENA. Si parte. Definiti i contorni dei primi interventi da 28 milioni per le opere mancate ex G8: nuove case nell'area di Moneta, un moderno waterfront, messa in sicurezza delle fortezze di Punta Rossa a Caprera, bando per l'ospedale militare, già trasformato in un hotel a 5 stelle ma finora mai aperto. Intanto da Roma arriva però la conferma che le integrazioni delle bonifiche nel porto arsenale restano in standby: dopo il dissequestro della zona inquinata seguìto all'inchiesta della Procura di Tempio non è stato deciso “quando”, “come” e “se” andare avanti nell'eliminazione dei veleni davanti al Main Conference.

Quasi una doccia scozzese, con un'alternanza di notizie positive e negative, per un arcipelago che da tempo attende la riconversione dell'economia in chiave turistica. I fattori di rilancio appaiono comunque legati all'ordinanza appena firmata dalla presidenza del Consiglio. Il provvedimento costituisce una sorta di riparazione danni per La Maddalena. Sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale tra oggi e domani. Tuttavia è possibile conoscere già i particolari. La pioggia di milioni vede come protagonisti tre soggetti. «Innanzitutto il sindaco Angelo Comiti e il Comune che in tutti questi mesi si sono battuti per non perdere i fondi e anzi per ottenerne il più possibile», fanno sapere gli stessi rappresentanti che a Roma hanno seguito gli incontri, presente la Provincia Gallura . La soddisfazione espressa dal primo cittadino nelle ultime ore non è stata quindi casuale. In evidenza, c'è poi la Regione, che con Cappellacci commissario è chiamata a un reperimento di soldi e alla definizione in concreto delle misure, in parte delegabili agli stessi amministratori locali. Infine, la Protezione civile. Sebbene, come precisa il consigliere giuridico del dipartimento, Giacomo Aiello. «il nostro ruolo sia stato soprattutto di trovare un fondamento nel diritto per recuperare le basi dello stanziamento>.

Trattandosi di fondi sostanzialmente regionali, però, la leadership della gestione farà capo alla Sardegna. Commenta perciò il governatore-commissario: «Siamo orgogliosi di questa ripartenza, ma staremo in guardia per evitare nuovi guai». Resta la delicatissima faccenda del risanamento davanti all'area in gestione alla Mita. Faccenda separata da questa partita, certo. Ma unita al tema degli investimenti almeno da un aspetto: il sottofondo costituito dagli scandali e dalle accuse di corruzione mosse alla Cricca, quel sistema gelatinoso di appalti e favori per cui dal 23 aprile saranno sotto processo a Perugia Bertolaso, Balducci, Anemone e presunti soci in affari (sporchi) alla Maddalena (e non solo qui). «La Protezione civile riteneva utile il completamento delle bonifiche, poi ci sono stati il sequestro e il dissequestro decisi dalla magistratura gallurese _ spiega l'avvocato Aiello _ All'inizio si era parlato di un bacino vasto 60mila quadrati. Ora, sulla base delle prescrizioni della Procura, si fa riferimento a uno specchio d'acqua ben più vasto. Ci troviamo sempre in un'area portuale che, come tutti gli scali del mondo presenta livelli di criticità, in questo caso aggravati da decenni di scarichi militari. Ma oggi incontriamo condizioni di oggettiva difficoltà». «Ci si deve attendere quantomeno una probabile lievitazione dei costi, considerato che per il completamento delle bonifiche erano stati stanziati 6,3 milioni,

da noi in precedenza giudicati sufficienti _ conclude il consulente giuridico della Protezione civile _ Così non è stato ancora presa alcuna decisione: né sul merito della questione né sui tempi né sul perimetro dove eventualmente operare a mare».

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