Una via crucis laica con i drammi di oggi, dal lavoro all’ambiente

La proposta degli artisti dell’ex-Q reintepreta e attualizza, in questi giorni, i riti centrali della fede e della cristianità

Spazio di ricerca, laboratorio artistico, di idee. L’ultima quella di dare vita a una settimana santa laica, della cultura. È il nuovo progetto messo in piedi dalla Divisione Investigativa Orizzontale in collaborazione con Ottobre in Poesia: tre giorni ricchi di eventi all'interno dell'ex questura di Sassari. Una mobilitazione culturale iniziata ieri e che andrà avanti oggi e domani. Una sorta di anno zero per gettare le basi, creare i presupposti per un’ancora più grande manifestazione il prossimo anno.

«S’ex Iscravamentu in ex-Q». Questo il nome dato al progetto che animerà le sale dell’ex questura, in modo simile a come già accaduto negli ultimi tempi con altre iniziative.

A coordinare un po’ tutto c’è, come sempre, Leonardo Boscani.

«La manifestazione di questi giorni vuole essere un momento d’incontro tra artisti e operatori culturali che vorrebbero partecipare a questo progetto in futuro – spiega Boscani – L’idea è quella di sviluppare, dal prossimo anno, una settimana santa laica che entri all’interno di quelli che sono i riti della settimana santa veri, istituzionali diciamo. Con le tematiche che riguardano il nostro territorio: l’industria chimica, la questione di Quirra, l’inquinamento, la questione dei lavoratori…».

«Sviluppare una via Crucis dove le quattordici tappe siano quattordici temi riguardanti la situazione di crisi del nostro territorio– spiega l’artista– . Questi giorni serviranno per vedere quella che potrà essere la strada il prossimo anno per questa settimana della cultura che si intrecci, senza sovrapporsi, con gli eventi della tradizione sacra. Magari cercando anche un contatto con aspetti cattolici più vicini al sociale».

Per questa prima edizione “ work in progress” viene proposto un programma di arte visiva, poesia, teatro e musica per il quale si è registrata l'adesione di molte realtà attive sul territorio regionale e non solo.

Ieri intanto si sono mossi i primi passi dell’iniziativa con un'assemblea pubblica organizzata per discutere le tematiche in campo con cittadini e associazioni culturali. La serata di ieri è stata anche occasione per presentare il libro «La furia dei cervelli», di Roberto Ciccarelli e Giuseppe Allegri (Edizioni ManifestoLibri), e delle prime esibizioni. Per esempio con lo spettacolo teatrale «Jacopone» di Sabrina Saba e Rosella Ulleri.

Oggi e domani l’ex-Q si animerà soprattutto la sera, a partire dalle 20, con le performance degli artisti, delle persone che hanno aderito al progetto: Barbara Ardau, Alessandro Arrabito, Arché, Barrio Sud, Leonardo Boscani, Stefano Campus, Compagine Teatrale Ouroboros, Mimmo di Domenico, Enea, Luana Farina, Femmena'e zirco, Sergio Garau, Pavlo Henatenko, Antonio Ledda, Paolo Laconi, Enrico Lobina, Lafs, Lux, Marcello Madau, Stefano Melis, Davide Merlini, Santiago Montres, Leonardo Onida, Mario Pischedda, Gavino Riva, Sabrina Saba, Alessandro Sanna, Simone Sassu, Slania DJ, Francesco Simula, Gianni Tetti, Rosella Ulleri, Urban Lab, Elisabetta Usai, Luca Usai. «La giornata clou sarà venerdì (domani) – spiega Leonardo Boscani – e si. concluderà con il concerto dei Barrio Sud, con il loro repertorio multietnico che tocca elementi riguardanti la globalizzazione, la clandestinità, il territorio».

Perché l’iniziativa ha anche una chiara connotazione politica.

«È importante – sottolinea Leonardo Boscani – che ci sia una visione degli artisti, della cultura rispetto alla realtà. Prendere posizione su questi temi che riguardano la collettività. E questo sta già accadendo. Sono tanti gli artisti, gli uomini di cultura che stanno iniziando a prendere coscienza di questo. C’è la volontà da parte di molti di iniziare a interessarsi a queste questioni primarie, a non vivere l’arte e la cultura soltanto in maniera elitaria e di confrontarsi con le tematiche che ci stanno intorno. Non è un caso che in questo momento ci siano molte realtà artistiche e culturali che stiano occupando gli spazi. Non solo il Teatro Valle. Si avverte l’esigenza di riappropriarsi di quello che la politica ci ha portato via, di spazi in cui confrontarsi, di luoghi di discussione, di condivisione».

Intanto l’associazione ex-Q si prepara, tra meno di due mesi, a festeggiare il secondo anno di vita.

«Succederà

il prossimo 26 maggio – precisa Boscani – E per l’occasione abbiamo intenzione di invitare qua da noi qualcuno del Teatro Valle. Stiamo lavorando due anni senza un euro di finanziamento pubblico e quindi tutto avviene con un po’ di fatica, grazie a grande volontà e partecipazione».

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