Quirra, vicina la chiusura del poligono

Dopo l’audizione-fiume in Senato del procuratore Fiordalisi si concretizza l’ipotesi che i soldati lascino presto l’intera area

ROMA. L’esistenza del poligono di Quirra è appesa a un filo. O meglio, a un’audizione. Dopo il racconto fiume fatto a Roma la scorsa notte, dal procuratore di Lanusei Domenico Fiordalisi, davanti alla commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito, la stessa commissione ha deciso infatti che martedì pomeriggio compirà l’ultimo atto prima del verdetto finale. Un verdetto che non esclude la chiusura, dopo 56 anni, della base ogliastrina. «La commissione si sente pronta ad assumere decisioni importanti – annuncia infatti l’unico componente sardo, il senatore Pd, Gian Piero Scanu – e, seppur in una logica di armonia istituzionale, non si fermerà di fronte a niente perché ormai ha acquisito tutti gli atti che chiedeva e dei quali aveva bisogno per prendere una decisione».

L’audizione del generale. Martedì, dunque, come ultimo atto di approfondimento e conoscenza, la commissione ha convocato d’urgenza – la richiesta è partita ieri pomeriggio al termine di una nuova seduta dell’organo del Senato – il generale Maurizio Lodovisi. Cinquantanove anni, emiliano, esperto pilota collaudatore, ha all’attivo più di 50mila ore di volo. Dal 6 settembre dell’anno scorso è diventato il comandante logistico dell’Aeronautica militare. È lui, dunque, che sta seguendo da mesi, e in particolare nelle ultime settimane, la questione delle bonifiche nel poligono di Perdasdefogu.

È sempre lui che sta coordinando l’attività di recinzione dell’area, e che nei mesi scorsi ha seguito il recupero dei rottami di missili rimasti nei fondali di capo San Lorenzo. La commissione parlamentare d’inchiesta ha intenzione di rivolgergli domande piuttosto precise.

Quali bonifiche sono state fatte a Quirra? Quante se ne devono ancora fare? Quanti soldi verranno impiegati per farle? Qual è, nel dettaglio, il cronoprogramma dei lavori? La stessa commissione chiederà al generale di produrre tutti gli atti relativi alle bonifiche già fatte. Tanto scrupolo, in realtà, ha un obiettivo preciso, che potrebbe portare a una svolta epocale, per il territorio.

L’ipotesi. I componenti della commissione non lo dicono in modo esplicito, ma lo lasciano intendere: se martedì pomeriggio l’Aeronautica non dovesse dare rassicurazioni confortanti sulle bonifiche, si profilerebbe un rischio concreto: la chiusura della base. Tredicimila e 200 ettari che dal 1956 hanno dato lavoro a migliaia di persone, tra militari e personale civile, e che insistono nei territori di 11 comuni tra Ogliastra e Sarrabus: Perdasdefogu, Tertenia, Armungia, Ulassai, Villaputzu, Arzana, Ballao, Jerzu, Lotzorai, Escalaplano e Villagrande Strisaili. A Perdasdefogu, in particolare, gli abitanti lo ripetono spesso: se chiudono il poligono, qui cosa rimane? La decisione che dovrà prendere la commissione d’inchiesta, dunque, non sarà facile. Certo è che dopo l’audizione del generale Lodovisi, la stessa commissione si riunirà ancora una volta per trarre le conclusioni. «Tireremo le somme e decideremo» annuncia il senatore Scanu.

Lui e gli altri componenti dell’organo del Senato lo faranno mercoledì in due riunioni che si terranno, e non a caso, in seduta plenaria, data la delicatezza dell’argomento. La prima seduta si terrà alle 14, la seconda, invece, comincerà alle 20.30. Poi, probabilmente, l’atteso verdetto. Le ipotesi, restano comunque ancora tutte aperte.

La mozione. Compresa quella che ha abbozzato da tempo lo stesso senatore Scanu preparando il testo di una mozione da presentare in Senato. Quella mozione prevede la chiusura dei due poligoni sardi di Teulada e Capo Frasca e una riconversione di quello di Quirra a finalità scientifiche.

Dopo l’audizione di Fiordalisi, comunque, questa mozione di fatto si rafforza perché anche gli altri componenti della commissione d’inchiesta hanno deciso di sottoscriverla. Avrà dunque un’influenza ancora più incisiva nei confronti del governo. Certo è che l’intera prossima settimana, la commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito ha deciso di dedicarla al solo caso Quirra e dei poligoni sardi. Saranno, insomma, sette giorni monotematici.

Il racconto. Certo è che l’audizione fiume del procuratore Fiordalisi, fatta la scorsa notte in Senato, ha lasciato il segno e smosso le coscienze degli stessi senatori. Per ben quattro ore, dalle 20.30, il magistrato di Lanusei ha ripercorso le fasi salienti dei sedici mesi di indagini della squadra mobile nuorese e della forestale di Lanusei. Utilizzando power-point, grafici e fotografie, Fiordalisi ha proiettato la storia di una inchiesta che gli è costata critiche ma anche enormi soddisfazioni e il consenso di tanti cittadini. Così, fino a mezzanotte e mezza, l’altra notte in Senato è andata in onda una storia complicata: tra perizie che analizzano il percorso delle sorgenti che si presumono contaminate, immagini di agnelli malformi ribattezzati “Polifemo”, relazioni di illustri scienziati come Evandro Lodi Rizzini, che attestano anomale concentrazioni di torio nelle salme di alcuni

pastori. Dall’altra parte, sul fronte opposto, ci sono analisi diverse, fatte sugli animali, che invece ne attestano la piena salute. E c’è un intero territorio che chiede di non essere etichettato. E allora ci si chiede dove stia veramente la ragione.

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