Basi militari, inizia la vertenza bonifiche:servono 100 milioni

Scanu “chiama” la Regione: «Ora insieme dobbiamo riuscirea far sì che il governo rispetti in fretta gli impegni stabiliti»

CAGLIARI. La commissione d’inchiesta del Senato sulle basi militari ha fatto quello che doveva fare, con una relazione che «è vincolante per il governo» e «spetterà a Palazzo Chigi trovare i soldi per le bonifiche«. Lo ha detto il senatore Gian Piero Scanu, nel presentare per la prima volta in Sardegna, quella che ha definito «le fondamentasolide di una casa senza più servitù» e che « insieme ora dobbiamo sapere costruire». Insieme a chi? Alla Regione, è stata la risposta di Scanu, ma è difficile pensare a un Consiglio compatto nel difendere quella che è stata già battezzata come la «vertenza bonifiche» a Quirra, Teulada e Capo Frasca. Non è un cattivo pensiero, ma solo il ricordo della figuraccia consumata a marzo da tutti i consiglieri senza distinzione di casacca. Quel pomeriggio l’aula riuscì nella doppia vergognosa impresa di non trovare l’accordo su un ordine del giorno che sollecitava l’indagine epidemiologica e di non saper approvare , colpa dei veti incrociati, neanche una delle due mozioni presentate sul caso Quirra. Insomma, il peggio del peggio, aggravato da quanto è accaduto invece martedì in Senato, con la relazione votata anche dagli unici partiti – Idv e Lega – che non sostengono il governo Monti. «L’aver approvato il nostro testo all’unanimità – ha ricordato Scanu – è stato un atto di grande responsabilità. Da oggi in poi la stessa forza dobbiamo dimostrarla noi sardi, nel chiedere al governo il rispetto delle conclusioni della commissione d’inchiesta». Ma in Consiglio regionale, si sa, Pdl e Pd sono in guerra da sempre e dunque l’unità auspicata dal senatore è ancora tutta da costruire. Nel giorno della presentazione, un primo passo verso il fronte compatto però c’è stato. Scanu, che è del Pd, ha voluto al suo fianco l’assessore regionale alla sanità, Simona De Francisci, del Pdl. Per riconoscerle che «si è sempre impegnata, perché sulle tre basi in Sardegna non rimangano più ombre e neanche penombre quando si parla di salute pubblica, bonifiche, riconversioni e graduali chiusure». L’assessore ha ringraziato, ricordando che l’indagine epidemiologica avviata all’inizio dell’anno andrà avanti, insieme alla vigilanza, e annunciare poi che entro giugno la giunta discuterà la delibera su come assegnare i 500 mila euro d’indennizzi destinati dall’assessorato all’agricoltura ai pastori di Quirra dopo il sequestro del poligono deciso dalla magistratura. Mentre alla domanda se la Regione si costituirà parte civile nel processo per i disastri ambientali all’interno del Poligono, ha risposto con un vago: «Ci penseremo al momento opportuno».

Tempi e modi. Il senatore Scanu ha ribadito che non deve esserci più scetticismo, perché «entro settembre Palazzo Chigi dovrà presentare il cronoprogramma per le bonifiche che riguarderanno l’intero Poligono di Quirra, destinato a essere riconvertito in polo tecnologico, tutta Capo Frasca e anche l’intera base di Teulada, con queste ultime due che ritorneranno invece ai sardi». Sarà un lavoro immenso: «Non potrà essere certo una grattatina del terreno e con questo rispondo alle critiche di Falco Accame. Tutti sappiamo che ci sono ettari e ettari da bonificare per un profondità di almeno cinque metri e quelle vergogne andranno eliminate e smaltite senza inquinare altri siti». Secondo Scanu, entro i primi mesi dell’anno prossimo potranno essere banditi gli appalti per l’operazione pulizia, anche se resta da capire

da quali voci del bilancio dello Stato arriveranno gli almeno 100 milioni necessari. Ed è proprio per ottenere quei soldi che sarà necessario il fronte compatto. Altrimenti la «vertenza bonifiche» rischia di finire peggio di quella per le entrate.

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