San Giorgio di Aneleto, quando l’isola era bizantina

ANELA. È circondato da un bosco fitto fitto di lecci, roverelle e agrifogli. Frammento del dominio di Bisanzio sull'Isola. San Giorgio di Aneleto è uno dei tanti siti del Goceano che meriterebbe...

ANELA. È circondato da un bosco fitto fitto di lecci, roverelle e agrifogli. Frammento del dominio di Bisanzio sull'Isola. San Giorgio di Aneleto è uno dei tanti siti del Goceano che meriterebbe attenzione da parte del visitatore più esigente. Non solo per il luogo in cui si trova ma anche perché è una delle labili tracce di un Medioevo perduto, quando Costantinopoli dettava legge anche sulla Sardegna.

L'insediamento, risalente al VII secolo d. C., è stato interpretato come un borgo fortificato con la funzione di controllo militare del territorio. Si trova vicino alla chiesetta omonima, costruita negli anni Settanta, in cui ha luogo, ogni prima domenica di agosto, una festa in onore del santo. Le indagini della soprintendenza, fatte sul finire degli anni Ottanta, hanno messo in luce una muraglia a forma di trapezio che si sviluppa per 300 metri circa e che racchiude una superficie di mezzo ettaro.

Ai lati del forte ci sono i resti di quattro torri a pianta quadrata e sono state anche trovate le scale che conducevano sopra la muraglia, nella cortina a sud. All'interno dell'area si possono ancora vedere i resti di alcune costruzioni e della chiesa romanica dedicata a San Giorgio. Costruita intorno al 1100, cinquecento anni dopo la fortezza, venne poi donata dal vescovo Attone di Castro ai monaci Camaldolesi insieme alle chiese di Santa Maria di Mesumundu e San Saturnino di Usolvisi, che facevano parte del territorio di Anela. In quel periodo, infatti, il paese del Goceano era il capoluogo dell'omonima Curatoria e il centro più importante di tutto il Goceano.

Per arrivare all'insediamento da Anela, bisogna dirigersi verso Bono

e dopo aver superato il paese, proseguire verso ovest per il valico di Ucc'Aidu. Giunti al passo, svoltare a sinistra verso Punta Masiennera, dopo tre chilometri si trova una biforcazione: prendere la sinistra, e poco dopo girare sempre a sinistra in una sterrata che porta alla fortezza.

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