Politica in lutto, è morto Michele Columbu

Il leader sardista si è spento a 98 anni. Nel 1965 da sindaco di Ollolai fece da solo la marcia per il lavoro

CAGLIARI. Il Psd’Az e tutta la politica sarda sono in lutto: è morto Michele Columbu. Si è spento ieri notte all’ospedale, aveva 98 anni. Nel 2009 l’ultima sua partecipazione, con un discorso lucidissimo, ad una riunione del suo partito, di cui è stato segretario e presidente. Artefice, assieme a Mario Melis e Carlo Sanna, del «vento sardista» che ha segnato gli anni ottanta.

Nato nel 1914 a Ollolai, Columbu ha ricoperto numerosi incarichi: sindaco del suo paese negli anni sessanta (era consigliere comunale dal 1948), sindaco di Cagliari (per pochi giorni nel 1980), deputato dal 1972 al 1976 (eletto come indipendente nelle liste del Pci), europarlamentare dal 1984 al 1989 (con l’alleanza tra i 4 Mori e l’Union Valdotaine).

Insegnante di lettere e filosofia e animatore culturale nel vasto mondo delle zone interne, da sindaco di Ollolai balzò agli onori della cronaca nel 1965 con la solitaria marcia del lavoro da Ollalai a Cagliari (con deviazione e tappa a Sassari) per denunciare le inadempienze della Regione nei confronti del suo Comune e dell’intera Barbagia. Un cammino di 500 chilometri che fu anche un successo politico.

Intellettuale raffinato e ironico, impegnato sui temi della cultura sarda e della politica autonomista, è stato autore di numerosi saggi e di racconti.

Dalla politica attiva si è ritirato nel 1991, ma non ha mai smesso di occuparsi del Psd’Az: riceveva amici e compagni di partito, per dispensare consigli, nella sua casa di Capitana affacciata sul golfo di Cagliari. Tre anni fa, nel pieno delle polemiche sull’alleanza dei sardisti con il centrodestra di Ugo Cappellacci, la sua ultima partecipazione al consiglio nazionale. A 95 anni lasciò con poche parole il suo testamento politico: «E’ vero, è un’alleanza anomala, ma dovevamo decidere se vivere o morire, abbiamo deciso di vivere».

La vita del Psd’Az era la sua preoccupazione. Come nel 1977: i 4 Mori, in crisi, restarono per la prima volta senza rappresentanti in Parlamento e in Consiglio, così scrisse la «lettera ai sardisti» che riaccese gli entusiasmi: fu quello il seme della rinascita

del partito. Dopo appena due anni, con l’elezione di tre consiglieri regionali, l’inizio del boom.

«Se n’è andato uno dei grandi», ha commentato ieri notte Giacomo Sanna, presidente del Psd’Az. Che ha aggiunto: «La sua vita è sempre stata un insegnamento per i più giovani».

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