La cultura delle grandi pietre Il dolmen di Torralba

TORRALBA I. l dolmen di Su Crastu Covaccadu si trova nella piana di Paule S’iscudu a Torralba, in un’area ricchissima di testimonianze archeologiche. A una trentina di metri infatti, in direzione sud,...

TORRALBA

I. l dolmen di Su Crastu Covaccadu si trova nella piana di Paule S’iscudu a Torralba, in un’area ricchissima di testimonianze archeologiche. A una trentina di metri infatti, in direzione sud, si trova la Tomba dei giganti di Su Crastu Covaccadu, inglobata all’interno dello stesso muretto a secco tangente il dolmen. Il dolmen, che in bretone significa “tavola di pietra”, è un sepolcro funerario di tipo collettivo, esempio di quella che è stata definita “cultura del megalitismo” che ha caratterizzato l’Europa durante l’Età del Rame (III millennio a.C.). In Sardegna abbiamo molte testimonianze in questo senso. Quello di “Su Crastu Covaccadu”, è costruito su un affioramento di roccia basaltica ed è stato purtroppo oggetto recentemente di alcune manomissioni: parte del materiale è stato infatti portato via per la costruzione di un muretto a secco. Nonostante questi danni, la tomba si presenta, comunque, in discreto stato di conservazione perché ha conservato parte delle pareti e ha mantenuto anche l’enorme lastrone monolitico di copertura, in basalto, il cui piano di posa è regolarizzato con alcune zeppe litiche. Le pareti laterali sono costruite con grossi blocchi nella parte inferiore e pietre di minori dimensioni in quella superiore, mentre la parete di fondo ha un unico lastrone di chiusura con due blocchi superiori. Non è sicuro però che si tratti delle strutture murarie originarie. La faccia superiore del lastrone presenta decorazioni e cavità , riferibili probabilmente a pratiche magico-religiose: incisioni interpretate come simboli vegetali o “figure zoomorfe”, cavità con canalette di natura rituale per contenere liquidi di offerte e libagioni.  Da Torralba uscire in direzione sud, quasi subito si trova un primo bivio a sinistra, che non bisogna prendere, si prosegue ancora

per poche centinaia di metri sino a trovare un secondo bivio a sinistra, che invece si imbocca. Si prosegue sorpassando la ferrovia e il Rio Mannu. Un chilometro circa dopo il fiume si troverà sulla sinistra il nuraghe Lendine, se si prosegue verso sinistra si troverà la Tomba dei Giganti .

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