Putzu: «Situazione sociale drammatica»

CAGLIARI. Crisi industriale, mancato sviluppo e adesso anche «una situazione sociale drammatica». Con questa fotografia dura ma reale il presidente di Confindustria Sardegna, Massimo Putzu, si è...

CAGLIARI. Crisi industriale, mancato sviluppo e adesso anche «una situazione sociale drammatica». Con questa fotografia dura ma reale il presidente di Confindustria Sardegna, Massimo Putzu, si è presentato all’ultima riunione della giunta delle imprese, a Roma.

Prima dell’estate, a Cagliari, durante la missione lampo del presidente nazionale Giorgio Squinzi, Putzu aveva denunciato «la necessità di fermare subito il declino economico dell’isola». Ma nel frattempo nessuno ha tirato il freno a mano. Anzi, il baratro si è trasformato in precipizio e dopo l’estate bollente delle vertenze, leggi Alcoa, Carbosulcis e Vinyls, il presidente regionale è ritornato all’attacco. «Ormai nell’isola– sono state le sue parole all’assemblea delle associazioni – si sono saldate in maniera drammatica i problemi sociali, con quelli legati allo storico ritardo strutturale e a riforme regionali stentate o assenti. Il tutto è stato poi accentuato dalla necessari riforma a livello nazionale per ridurre la spesa, ma anche dalla lentezza con cui camminano i gli interventi per lo sviluppo». Il risultato di questo mix esplosivo è che «di giorno in giorno – ha detto ancora Putzu – aumenta la nostra preoccupazione. Purtroppo il sistema economico della Sardegna è sempre più in ginocchio».

Nella sua relazione, il presidente ha ribadito anche il peso nazionale che deve avere la vertenza Sardegna sui tavoli del governo: «Al ministro per la coesione sociale, Fabrizio Barca, abbiamo ad esempio chiesto che le misure straordinarie a favore delle Regioni in convergenza (sono Campania, Calabria, Sicilia e Puglia, che per l’Unione Europea vanno super-sostenute visto il loro pessimo prodotto interno lordo) devono essere estese anche alla Sardegna».

Secondo Putzu, con la riprogrammazione delle risorse comunitarie 2007-2013 e una maggior spinta sia a livello nazionale che europee delle politiche di coesione 2014-2020, può essere possibile «colmare il gap regionale, favorire il sostegno allo sviluppo delle infrastrutture, dei trasporti e della logistica, ma anche ridare respiro alla politica energetica e industriale».

Nella parte finale della relazione, il presidente Putzu ha poi sposato la campagna della Confindustria nazionale e delle associazioni a favore della semplificazione dei rapporti fra le imprese e la pubblica amministrazione: «Gli attuali oneri – ha detto – sono una zavorra per le imprese già

appesantite dalla crisi economica e finanziaria». Proprio in questi giorni la Confindustria del Sud Sardegna e l’Anci hanno firmato un patto per ridurre gli effetti della burocrazia sul sistema economico. (ua)

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