La Terra di Nurak, la Sardegna neolitica diventa un fantasy

Il nuovo libro di Andrea Atzori pubblicato da Condaghes. Protagonisti del racconto la giovane Iskìda e il suo cane Ino

«A 16 anni vidi "Principessa Mononoke" di Hayao Miyazaki in una proiezione gratuita a Carbonia e ne rimasi impressionato». Andrea Atzori lo dice subito. Come per riverenza nei confronti del maestro dell'animazione giapponese, sottolinea il debito d'ispirazione verso una delle su opere più belle. E scoprendo "Iskidà della Terra di Nurak" si ritrovano facilmente riferimenti a Miyazaki, l'omaggio voluto dall'autore e dal quale parte la creazione di un mondo che vuole essere la base di una saga fantasy. Si presenta così il progetto di Atzori che inizia con un primo volume appena pubblicato da Condaghes per la collana "Il Trenino Verde" (144 pagine, 10 euro). Ad accompagnare le parole dell'autore, le illustrazioni di Dany&Dany: il duo formato dalle fumettiste Daniela Orrù e Daniela Serri. Il volume sarà presentato giovedì a Cagliari, alle 18 alla Feltrinelli point, e ieri a Carbonia, alle 18.30 nella biblioteca comunale.

Iskìda, la protagonista della storia, è una giovane eroina che, con il suo fedele cane Ino, si troverà catapultata in un intrico di vicende avventurose stagliate sullo sfondo della scura Terra di Nurak, una terra fantastica ispirata alla Sardegna: «Ma voglio chiarire subito – evidenzia Atzori – che la mia storia non vuole rispettare un rigore archeologico, nuragico, storiografico. È un fantasy liberamente ispirato alla nostra isola. Anzi Nurak non è un'isola. Per i clan che la abitano è l'unica terra. Oltre c'è solo il nulla del mare».

Una Sardegna neolitico-ancestrale in cui entrano elementi dell'immaginario fantastico tradizionale. Magia, tribù, misteriosi animali, giganti e quant'altro: «Ma perché in Giappone o in altri Paesi – dice l'autore – si possono creare grandi eroine sfruttando il loro folclore e riadattandolo in maniera contemporanea e da noi no? Abbiamo un grande bagaglio di cultura, di miti tradizionali che credo possa essere utilizzato con canoni moderni, vincenti, per appassionare ragazzi e adulti».

Nato a Cagliari, cresciuto a Carbonia, un master in editoria a Oxford dopo la laurea nel capoluogo isolano, Atzori è al suo secondo lavoro come scrittore dopo "Brogliaccio del nord. Peripezie di uno studente Erasmus in Estonia», pubblicato nel 2011 dalla casa editrice Cuec. «Il secondo volume di "Iskìda della Terra di Nurak" – spiega – dovrebbe uscire a dicembre e poi intorno a febbraio il terzo con il quale si concluderà la prima stagione. L'idea è però quella di una trilogia, un po' come in genere le saghe fantasy. Quindi in primavera, quando sarà completata questa prima parte, vedremo e speriamo di poter continuare il progetto». Ad accompagnare, arricchire il testo ci sono come detto delle belle illustrazioni opera di Dany&Dany: «È stata una proposta dell'editore – spiega Andrea Atzori – e mi ha subito entusiasmato. La collaborazione è stata fondamentale per quello che volevo creare, l'impronta grafica vale metà dell'insieme. Hanno fatto un lavoro strepitoso, hanno dato tratti al mio immaginario e questa era l'idea di fondo: creare un mondo magico per il Lettore non solo con le parole, ma anche con le illustrazioni. Sono delle professioniste straordinarie».

Le due artiste cagliaritane (con pubblicazioni anche in Germania e negli Stati Uniti), abituate a scrivere le storie che poi disegnano, raccontano così l'esperienza dal loro punta di vista: «Per la prima volta dopo tanto tempo ci siamo ritrovate nei panni di "nude disegnatrici" – evidenziano –. Una bella esperienza, soprattutto perché il progetto ci ha coinvolte al di là del lato meramente professionale: Nurak è uno di quegli universi che non nascondiamo ci sarebbe piaciuto poter sviluppare noi stesse un giorno. Così quando Condaghes ci ha contattate ci è sembrato un po' un segno del destino».Esponenti del global manga, le due disegnatrici si rivelano perfette con le loro illustrazioni a completare visivamente il mondo nel quale il lettore è introdotto pian piano dalle parole di Andrea Atzori: «Per quanto riguarda l'ispirazione miyazakiana voluta da Andrea – sottolineano Dany&Dany – l'abbiamo seguita volentieri: siamo tutti grandi ammiratori del maestro giapponese. Ma è comunque un omaggio che non va al di là di una semplice evocazione. Gli scambi con l'autore sono stati molto serrati, fin dalla fase del character design. Ci ha messo a disposizione diversi documenti descrittivi di tutto il background e dei personaggi fin nei minimi dettagli, per cui abbiamo sempre avuto riferimenti certi su tutto. Temevamo che questa premessa potesse essere limitante dal punto di vista creativo, ma così non è stato: si è creata una bella sinergia con l'autore e ci siamo ritrovate sulla sua stessa lunghezza d'onda per molte cose, quasi come la storia fosse anche un po' nostra».

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