Liberos, e il lettore diventa protagonista

Libertà, lettura, coesione sociale e Internet: il fenomeno sardo visto da Michela Murgia

FORDONGIANOS. Libri e liberi. Due parole quasi uguali che in alcune varianti del sardo diventano una sola: liberos. Ma non è solo una questione di termini, prima ancora c'è il legame fortissimo tra libertà e lettura. Apparentemente due cose che possono sembrare prettamente individuali. Viste invece con un altro sguardo assumono il piacere della partecipazione, della condivisione che moltiplica le opportunità. Lo sguardo per esempio di Lìberos, associazione di persone che, per usare le stesse parole di presentazione riportate sul sito (liberos.it) «credono che la lettura in Sardegna sia un elemento di comunità e che le energie e le competenze che si muovono intorno al libro siano fonte di coesione sociale, ricchezza economica e consapevolezza civica».

A qualche mese dalla fondazione di questa particolare comunità che conta già quasi duemilacinquecento lettori iscritti, gli operatori della filiera del libro che si sono affiliati alla rete si sono dati appuntamento nel fine settimana a Fordongianus. Tra gli argomenti affrontati lo stato dell'editoria in Sardegna e l'editoria 2.0 con uno dei pochissimi editori digitali, il giovane cagliaritano Alessio Pia che si è confrontato con Lorenzo Fazio di Chiarelettere. E poi i nuovi modi di fare cultura nel territorio con progetti come quello dell'associazione intercomunale Isperas nel Mejlogu. C'era a Fordongianus, ovviamente, anche Michela Murgia, tra i soci fondatori e anima del progetto: «Siamo contenti – racconta la scrittrice – per la forte presenza di operatori del settore arrivati da tutta la Sardegna. Librai, bibliotecari, editori, scrittori, organizzatori di festival, associazioni».

- Cosa è venuto fuori da questo confronto?
«Diverse bozze di progetti. Una per esempio riguarda le scuole, per far lavorare i ragazzi con la lettura e aumentare il numero dei lettori. Una con le amministrazioni per offrire progetti di qualità agli amministratori senza fondi. Un'altra specifica per gli operatori, anche per ottimizzare le spese d'accordo con gli uffici stampa delle grandi case editrici, che abbiamo già avuto modo di incontrare, quando si vuole portare un autore nell'isola».

- Ma quanti sono gli operatori iscritti al momento?
«Al momento connessi alla rete virtuale 118, invece effettivi 180. Questa discrepanza deriva dal digital divide. C'è una parte degli operatori della filiera sarda che non è informatizzata e fa fatica a servirsi di strumenti virtuali».

- Esiste qualcosa di simile a Liberos nel resto d'Italia?
«Gli ospiti arrivati da fuori come Lorenzo Fazio, Giorgio Vasta, Chiara Valerio erano allibiti. Non esiste niente di simile e secondo loro non è riproducibile, perché la natura di Liberos non è virtuale anche se quello che si vede dall'esterno è un sito internet. La natura di Liberos è relazionale e ha radici profonde. Risale alla costruzione del sistema bibliotecario alla fine degli anni Settanta e ha generato tutta quella serie di collaborazioni, di relazioni tra i bibliotecari prima e poi gradualmente tra altri soggetti che ha permesso tassi di lettura più alti in Sardegna e altri fenomeni come quello della fertilità del panorama letterario sardo. Diciamo spesso che siamo pochi e divisi, ma è vero il contrario. La nostra è anche una storia di reti solidali».

- Ci saranno altri meeting come quello di Fordongianos?
«Sì, abbiamo pensato a una cosa annuale ma non è ancora istituzione. Questo era un passaggio necessario per incontrarci. Ti puoi parlare al telefono, scrivere delle mail, ma fare colazione insieme è un'altra cosa. A volte basta guardarsi negli occhi per capire che vogliamo la stessa cosa e non dobbiamo aver paura gli uni degli altri. Sicuramente intanto ci vedremo territorialmente in gruppi più piccoli per cercare di raggiungere tutte le zone dell'isola».

- Il lettore può seguire tutto attraverso il sito. Con che parole inviterebbe una persona a iscriversi?
«L'iscrizione a Liberos consente per esempio di avere il quadro completo di quello che sta succedendo in Sardegna e può interessargli. Avere un'informazione generica oppure più

specifica applicando dei filtri. E permette anche di proporre dei progetti. L'idea di coinvolgere i lettori, di spostarli da utilizzatori finali a fondamento delle scelte, di renderli protagonisti della progettazione culturale del proprio territorio credo sia la vera rivoluzione di Liberos».

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