Fondazione, il «no» di Fassina a Cabras

«Inopportuna la nomina del senatore». Parisi soddisfatto: «Finalmente il Pd coerente». Psd’Az: «La Regione blocchi tutto»

CAGLIARI. Esplode il caso della Fondazione Banco di Sardegna: ieri è arrivato il veto politico del Pd nazionale alla nomina dell’ormai ex senatore Antonello Cabras alla presidenza; una presa di posizione che ha soddisfatto Arturo Parisi, che per primo aveva sollevato la questione. E lo scontro si è spostato anche alla Regione: il Psd’Az ha chiesto al governatore Ugo Cappellacci di «scongiurare l’operazione» e ha proposto la nascita di una commissione d’inchiesta del Consiglio regionale sull’operato della Fondazione. Insomma, prevista per metà aprile l’operazione che vedeva Cabras al posto di Antonello Arru e quest’ultimo, anch’egli del Pd, alla guida dell’azienda Banco di Sardegna, a questo punto potrebbe sfumare. Dopo lo scandalo Mps, il partito non vuole più essere al centro dell’attenzione sulla questione del credito.

Il siluro da Roma. Il responsabile economico del Pd nazionale, Stefano Fassina, non ha usato giri di parole. «La nomina di Cabras è inopportuna», ha detto al quotidiano ItaliaOggi. E ha spiegato: «Cabras è una persona di qualità elevata, ma credo sia necessaria una netta separazione tra l’attività politica e la presidenza delle fondazioni. Passaggi diretti da un campo all’altro non aiutano ad assicurare quell’indipendenza che è invece necessario garantire». Fassina ha aggiunto di essersi messo in contatto con il partito sardo perché «certamente non è vicenda che ha carattere locale anche a prescindere dalla questione del Monte dei Paschi di Siena». In sostanza il responsabile economico del Pd ha affermato che «abbiamo ben chiara la necessità di tenere separata la politica dalle Fondazioni, proprio noi che continuiamo a ritenere importante il ruolo degli enti, ma siamo favorevoli a un alleggerimento della posizione delle Fondazioni nel capitale delle banche. Quelle che hanno partecipazioni prevalenti devono adempiere allo spirito della legge».Secondo ItaliaOggi sarebbe imminente una presa di posizione ufficiale del Pd nazionale. Ieri Antonello Cabras ha preferito non rilasciare dichiarazioni alla stampa.

Sconfessata la linea Lai. La presa di posizione di Fassina ha smentito la prudenza del segretario regionale del partito. «La nomina non coinvolge il Pd», aveva detto Silvio Lai cercando di allontanare il sospetto che si trattasse di un’operazione politica. Lo stesso Lai, sabato nella direzione regionale del Pd, ha scelto di non replicare alle dure critiche rivolte dal deputato uscente Guido Melis. C’è da ricordare che Cabras è uno dei sostenitori su cui si regge la segreteria del neo senatore Lai.

Soddisfatto Parisi. Le dichiarazioni di Fassina sono state apprezzare da Arturo Parisi. «Sono finalmente coerenti – ha detto l’ex ministro – con i discorsi che il partito sta facendo a livello nazionale». Un mese fa Parisi e Mario Segni avevano scrito sulla Nuova un articolo sull’esigenza di separare politica e fondazioni («secondo lo spirito e le indicazioni della legge Amato») segnalando anche l’ipotesi che parlamentari uscenti venissero nominati nelle fondazioni. «Mi ha sorpreso – ha detto ieri Parisi – che non siano arrivate smentite o precisazioni, mentre venivano fuori le notizie sulla nomina di Cabras, che alcuni davano per acquisita senza che si sapesse chi avesse deciso». Parisi ha spiegato che «non c’è nulla di personale nei confronti del senatore Cabras, le cui qualità possono certamente essere ancora utili alla Sardegna, ma bisogna tener presente che le funzioni non devono essere in contrasto tra di loro». La stessa linea tenuta dall’ex ministro per l’Authority della Privacy: in quel caso a essere nominato fu Antonello Soro, altro big del Pd sardo. «Le Fondazioni come le Authority – ha detto l’ex ministro – devono essere distinte dalla politica, altrimenti sarebbe meglio dare le competenze alle Regioni e alle commissioni parlamentari». Per la Fondazione Banco di Sardegna, ha concluso Parisi, «sono dell’idea che vadano scelte personalità con competenze specifiche».

La mozione sardista. Dopo l’attacco sferrato lunedì dal capogruppo regionale del Pdl Pietro Pittalis, ieri è stata la volta del capogruppo del Psd’Az, Giacomo Sanna. Il quale ha presentato una mozione in Consiglio regionale per chiedere che il presidente della giunta Ugo Cappellacci blocchi l’operazione Cabras-Arru e che il Consiglio regionale istituisca una commissione d’inchiesta sulla gestione della Fondazione. Oltre i numeri, di cui parliamo a fianco, Sanna ha citato il fatto che «l’attuale presidente della Fondazione (Arru) ha sottoscritto un nuovo patto parasociale con la Bper nel quale, tra le altre clausole, è prevista anche quella che garantisce alla banca emiliana il diritto di prelazione sulle azioni del Banco di Sardegna eventualmente cedute dalla Fondazione, senza che si conoscano quali benefici e vantaggi siano previsti in cambio per la Fondazione». La mozione sardista mette inoltre in evidenza che «da più parti si sono denunciate critiche

nei confronti della gestione del Banco in ordine alla liquidità raccolta negli sportelli sardi e trasferita in impieghi nel bacino della ceramica modenese, alle difficoltà di crescita professionale dei dipendenti sardi e alla riduzione delle filiali».

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