«Terrò il capo di quel filo che cuciva il mondo»

Il ricordo dell’antropologo e scrittore Giulio Angioni, l’esperienza dei “libri ricamati” dalla piccola fata

"Giocavo con grande serietà, e a un certo punto i miei giochi li hanno chiamati arte", diceva Maria Lai, come per spiegarsi e spiegare la sua vita di artista insolita e di donna insolita fino da bambina, quale si è sempre sentita: antichissima bambina sarda. Maria Lai è stata notevole per la vita che ha vissuto quanto per l'arte che ha praticato, senza rivendicare diritti sregolati di creatività, ma piuttosto richiamandosi alla vita imparata e vissuta nella sua isola, e in quell'isola nell'isola che è la sua Ogliastra. Come ha fatto al suo paese di Ulassai (dov'è nata nel 1919), tornandovi dopo decenni passati a Cagliari, Venezia, Roma e altrove, quando nel 1981 riesce a dar vita a Legarsi alla montagna, quell'happening artistico comunitario memorabile, che ha coinvolto tutta la gente del paese nel rivivere in rappresentazione l'antica leggenda della bambina che salva tutti da una frana correndo dietro a un nastro azzurro insieme ai suoi paesani che la seguono. Forse mai un evento artistico è stato più sociale, collettivo e compartecipe, alieno dagli stereotipi della creatività artistica solitaria dell'artista irripetibile. Questa donnina piccola piccola, che faceva pensare a una mitica giana, è riuscita anche altre volte a organizzare di questi giganteschi happening artistici collettivi.

Maria Lai della giana sarda aveva anche le mani sempre attive in tipici lavori femminili come il tessere e il cucire, che con lei sono diventate modi di espressione e di comunicazione artistica, in forme che fondevano inestricabilmente espedienti della pittura, scultura, fotografia, grafica, design e di altro ancora, e spesso in una compresenza di tempi e di luoghi della normale storia dell'arte, pur restando sempre riconoscibilmente sarda. Io ho avuto il privilegio di accompagnare l'inaugurazione di quel suo modo o periodo dei “libri cuciti”, nel 1978, con la mia raccolta di racconti “A fogu aintru”, che ha una ventina di "disegni" di Maria Lai, edito dal nipote di Maria Lai, Virgilio Lai, fondatore di quella Editrice Democratica Sarda che, tra il molto altro e importante, dava spazio alle prime prove di scrittura

di Sergio Atzeni. Altri tengono e terranno a lungo stretto in mano il capo del filo lungo tessuto e cucito da Maria Lai. E anch'io, Maria, il capo del filo te lo terrò fin che campo, perché non l'ho mai lasciato da quando tu l'avevi appena dipanato per imbastire e poi cucire il mondo.

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