polemica in rete

M5S respinge le accuse Grillo sul blog: «Sciacalli»

ROMA. I colpi di pistola che hanno versato il sangue di due carabinieri nel giorno del giuramento del governo Letta, alzano il livello di preoccupazione per il clima di esasperazione e odio nei...

ROMA. I colpi di pistola che hanno versato il sangue di due carabinieri nel giorno del giuramento del governo Letta, alzano il livello di preoccupazione per il clima di esasperazione e odio nei confronti della politica. Ma avvelenano anche il dibattito, con le accuse mosse dal centrodestra a Beppe Grillo di aver esacerbato i toni. E la risposta del M5S che si ribella a quella che considera operazione di «sciacallaggio», e boccia senza appelli il nuovo governo.

Tutta l’Aula della Camera si alza in piedi ad applaudire il coraggio e manifestare così vicinanza ai due carabinieri feriti citati da Letta. Ma c’è anche chi non si alza. Si tratterebbe (lui non intende rispondere a domande) di Cristian Iannuzzi, deputato del M5S. Lo denunciano alcuni dei suoi stessi colleghi del Movimento. Che sono imbarazzati. Anche perché il M5S, in testa Beppe Grillo, ha da subito manifestato solidarietà ai carabinieri feriti e in mattinata Roberta Lombardi è andata anche a trovare Giangrande in ospedale.

«Ci stanno provando a dare la colpa al M5S, gli sciacalli. Ma noi siamo un movimento pacifico e li manderemo a casa con la democrazia», si legge in un intervento che Grillo ospita sul suo blog. Poche righe per allontanare l’onta dell’accusa di alimentare l’odio che ha spinto Preiti a premere il grilletto. Il leader del M5S rigetta l’accusa e pubblica una foto di Maurizio Gasparri che mostra il dito medio in piazza e ricorda quando la Lega minacciava di ’imbracciare i fucilì. Ma tra i 5 Stelle c’è anche chi, come il deputato Adriano Zaccagnini, ammette che i toni li devono abbassare «tutti», anche il M5S. Ma intanto tra i commenti al blog di Grillo compaiono messaggi molto duri («Ci vogliono le bombe dentro Palazzo Chigi», scrive un certo Pier L.) e ipotesi complottiste. E più d’un esponente politico del Movimento, pur condannando con nettezza la violenza, ribalta l’accusa. «La responsabilità politica è di chi ha ridotto così il Paese», afferma il deputato Daniele Del Grosso. «Noi non lo condividiamo per niente - aggiunge - ma molte persone ci dicono che avrebbero preferito fosse colpito un politico e non un carabiniere. Noi non solo siamo contro la violenza, ma facciamo anche da cuscinetto rispetto a tanto malcontento», osserva. «Va stigmatizzato chi nell’estrema sinistra» gioca «con il fuoco parlando di assalto alle istituzioni e inveendo contro tutti succedono cose come questa», dice Silvio

Berlusconi. Ma se lui precisa che «l’ordine pubblico non è in pericolo», dal Pd Rosy Bindi rileva «troppe coincidenze inquietanti». Ora tocca alla politica «dare l’esempio» con «rispetto reciproco» e «risposte concrete alla grave crisi», avverte il presidente del Senato Pietro Grasso.

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