La mamma di Calvino? Era una scienziata sarda

Eva Mameli nacque a Sassari e si laureò a Cagliari in Matematica nel 1905. Italo passò i primi anni a Ploaghe dalla nonna, Maria Maddalena Cubeddu

di Pasquale Porcu

Dalle foto si capisce che Eva Mameli era certamente una bella donna. Si sa anche che Evelina (come molti la chiamavano) oltre a essere la mamma dello scrittore Italo Calvino, è stata anche una straordinaria studiosa di botanica. Quello che molti non sanno, invece, è che quella scienziata era nata a Sassari il 12 febbraio 1886 da Giovanni Battista e da Maria Maria Maddalena Cubeddu di Ploaghe, ed era nipote del canonico Giovanni Spano.

Il padre, ufficiale dei carabinieri, era dei Mameli di Lanusei, parenti stretti di quel Goffredo che scrisse l’Inno nazionale italiano.

Ora a quella donna l'associazione Garden Club di Sassari vuole dedicare un convegno e tributare quegli onori che a Eva Mameli non sono stati mai offerti in Sardegna. Proprio al Garden si deve un paziente lavoro di ricerca che ha consentito di ricostruire la biografia della scienziata e della sua famiglia.

Via Turritana 76. Ma ripercorriamo la vita di Evelina Mameli. Fu battezzata nel Duomo di Sassari, un mese dopo la nascita (solo dopo che la bambina, malaticcia, si riprese). La famiglia Mameli abitava proprio lì dietro, in via Turritana 76, una palazzina che allora aveva soltanto due piani, a fianco del Palazzo Boyl.

La famiglia Mameli è stata a Sassari fino a quando il capofamiglia non è andato in pensione e decise di trasferirsi a Cagliari. «Qui_ dice lo studioso ploaghese-pavese Paolo Pulina _ Eva infranse uno dei tabù che voleva riservata ai soli maschi: la possibilità di frequentare i pubblici licei. Dopo la maturità, iscrittasi all'Università, si laureò in Matematica nel 1905».

Passato poco tempo il padre morì a Iglesias ed Eva decise di raggiungere il fratello Efisio (nato a Ploaghe nel 1875, morì a Padova nel 1957) a Pavia, dove il professor Mameli insegnava Chimica farmaceutica e Tossicologia nell’ateneo di quella città. Efisio si divideva tra scienza e politica: interventista, partì volontario in guerra. Da Pavia Efisio si trasferì all’università di Padova, dove continuò l’attività di ricerca e dove divenne anche prorettore. Efisio è stato uno dei fondatori del Partito Sardo d’Azione.

Matematica e Botanica. Data la grande passione per la ricerca scientifica non è stato difficile per Eva condividere alcuni studi col fratello, soprattutto per quanto riguarda gli studi sulle caratteristiche delle piante officinali e farmaceutiche della flora sarda. Presto diviene stretta anche la collaborazione tra la giovane e Anna Menessier, una chimica che di lì a poco sposa Efisio.

Ormai l’interesse di Eva verso la Botanica diviene molto importante e nel 1907 si laurea in Scienze naturali (prima donna in Italia a raggiungere questo traguardo). Nel 1908, però, le passioni di ricerca di Evelina si indirizzano verso un filone più preciso della Botanica: la fisiologia. E proprio in questo settore ha avviato ricerche allora ritenute all’avanguardia, come la fotosintesi e il meccanismo di assimilazione dell’azoto.

Libera docenza. Per farla breve, Evelina si guadagnò il posto di assistente di Botanica (era il 1911), ma dovette aspettare altri quattro anni per ottenere, prima donna in Italia, la libera docenza nella stessa materia.

Nel frattempo, però, nel 1908, Eva consegue il diploma della Scuola di Magistero e , dopo un periodo trascorso a Londra, ottiene l’abilitazione all’insegnamento delle scienze nei licei.

Una medaglia d’argento.Venne la prima guerra mondiale, l’attività scientifica subisce un rallentamento ed Eva si dedica alla cura dei feriti e dei malati di tifo ricoverati nell’ ospedale Ghislieri. Attività che le valse una medaglia d’argento della Croce Rossa Italiana e una di bronzo del Ministero dell’Interno.Finita la guerra Eva riprende in maniera più decisa le ricerche, nonostante che nel 1919 muoia il professore Briosi, il suo maestro. Tuttavia la studiosa ottiene importanti riconoscimenti accademici, tra i quali quello, per le Scienze Naturali della Accademia dei Lincei.

Mario Calvino. La fama di Eva Mameli varca i confini nazionali, in particolare tra gli allievi di Briosi e del suo successore, Pollacci. Tra gli altri c’è un agronomo sanremese, Mario Calvino, che si incuriosisce dell’attività scientifica della Mameli. Calvino da qualche tempo è a Cuba dove (dopo un periodo di ricerche in Messico) dirige la stazione sperimentale agronomica di Santiago de la Vegas, a un tiro di schioppo dall’Avana.

Calvino non ha mai perso i contatti con la Società Botanica Italiana e segue con attenzione i lavori di Pollacci e della Mameli. Alla prima occasione di rientro in Italia, perciò, Mario Calvino non solo incontra Eva ma le chiede di trasferirsi a Cuba per assumere la direzione della stazione sperimentale di Botanica. E giusto per capire quanto sia rimasto colpito dalla personalità della donna, le chiede anche di sposarlo.

Le nozze. Cosa che succede, anche se solo per procura, perché nel frattempo Mario è tornato a Cuba. Ma il rito nuziale viene ripetuto a Cuba il 20 ottobre del 1920.

A tre anni dal matrimonio, il 15 ottobre 1923, in un pittoresco e romantico bungalow la coppia ha il primo figlio: Italo Giovanni che diventerà uno dei più importanti scrittori italiani.

Ma la famiglia Calvino non si occupa solo di ricerca se è vero che organizzano una scuola agraria per i campesinos e i loro figli.Nel 1924 i Calvino si trasferiscono nell’Oriente di Cuba dove Eva porta avanti le ricerche sulla canna da zucchero e fondano la rivista “La chaparra agricola”.

Il ritorno in Italia. Nel 1925 la famiglia Calvino decide di tornare in Italia dopo che un uragano aveva devastato l’isola caraibica. Meta Sanremo, dove Mario Calvino sogna da anni di realizzare il progetto di una stazione sperimentale di floricoltura.

Eva Mameli, ed ecco un altro record, vince la cattedra di Botanica all’università di Cagliari e, contemporaneamente, dirige l’Orto Botanico. Mai prima di allora nessuna donna era riuscita ad avere tali incarichi. Purtroppo l’esperienza cagliaritana dura solo due anni, dal 1926 al 1928 per la nascitadel secondogenito, Floriano. Ma in quei due anni Eva rivoluzionò l’Orto di Cagliari reintroducendo specie (anche rare) che mancavano nell’isola da secoli.

Il ritorno a Sanremo ha favorito anche la concentrazione degli interessi scientifici sulla floricoltura ligure. Un dato che, carte alla mano, non può essere nascosto neanche dalla ingombrante presenza del marito e del figlio Italo.

I figli partigiani. I Calvino non hanno mai fatto mistero del loro orientamento politico e del loro impegni civile. Durante il fascismo hanno accolto a casa numerosi ebrei perseguitati. E a causa dei figli, che avevano scelto di fare i partigiani, Mario ed Eva Calvino sono stati arrestati e sottoposti a finte fucilazioni per costringerli a rivelare il nascondiglio dei figli. Nessuno dei due aprì bocca, ma entrambi (in particolare Mario) furono fortemente segnati da quella drammatica esperienza.

Mario Calvino è morto nel 1951 ed Eva lo sostituì nella direzione della Stazione sperimentale.Ma nel 1959, per raggiunti limiti di età, anche Eva dovette abbandonare il lavoro. Una volta in pensione si dedicò a riordinare tutto il materiale di studio raccolto durante la vita sua e del marito.

Una donna piccola e forte.. Chi ha conosciuto Evelina la descrive come minuta, fortemente risoluta e anticonformista.«Il rigore scientifico e morale – aveva detto il figlio Floriano nel 1986, in occasione della intitolazione di una scuola di Cagliari alla madre– era fondamentale per lei nella educazione dei figli, così come l’origine sarda. Io e Italo siamo stati

allevati dalla nonna a Ploaghe, Maria Maddalena Cubeddu, e abbiamo così imparato un italiano forbito, perfetto, da vocabolario, l’italiano dei sardi».

Eva morì a Sanremo il 31 marzo 1978 e non sappiamo se, e quando, dopo l’esperienza accademica di Cagliari fece ritorno in Sardegna.

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