Porto Cervo, Azzurra è tornata a casa

La barca, in bella mostra all’ingresso della Marina, ricorda l’avventura della Coppa America 1983

PORTO CERVO. Azzurra ’83 è tornata a casa, a Porto Cervo. È la barca che esattamente 30 anni fa fece sognare gli italiani partecipando, prima volta in assoluto per l'Italia, alla Coppa America che quell'anno si disputava nelle acque di Newport, Rhode Island, negli Stati Uniti. L'inconfondibile barca dallo scafo blu, battente guidone dello Yacht club Costa Smeralda, è ora ben visibile a chiunque entri nella baia di Porto Cervo, posizionata accanto alla copia dell'albero di Astra (un bellissimo J Class del 1928 lungo ben 35 metri, il cui albero fu a lungo il più alto del mondo) all'imboccatura della Marina nuova.

Sono passati solo pochi giorni da quando Azzurra '83 è "ricomparsa" a Porto Cervo, e già la baia sotto la chiesa di Stella Maris è diventata méta di appassionati che vanno a farsi fare una foto ricordo accanto al "12 metri stazza internazionale" che tra il giugno e il settembre 1983 partecipò con successo alle regate di selezione per la Coppa America e propria - chiamate da allora "Louis Vuitton cup" - misurandosi con avversari ben più esperti provenienti da Canada, Francia, Australia, Inghilterra e Stati Uniti.

Quell'estate Azzurra stupisce tutti rivelandosi un concorrente molto più temibile del previsto e guadagnandosi un posto in semifinale. La barca italiana viene infine eliminata da Australia II di Alan Bond, timoniere John Bertrand e progettista il mitico Ben Lexcen. La finale sfidanti è quasi una formalità, e gli australiani si sbarazzano senza troppi problemi per 4 a 1 degli inglesi di Victory 83. Nel frattempo gli americani hanno deciso quale sarà la barca a difendere la Coppa: Liberty, timonata da Dennis Conner, avrà il compito di respingere l'assalto australiano. Ma il 26 settembre, cosa mai avvenuta nella storia ultracentenaria dell'America's Cup, il trofeo velico più antico del mondo vola proprio in Australia.

Dopo i fasti di quella America's Cup, Azzurra I-4 era rientrata trionfalmente a Porto Cervo, e la barca era stata collocata - per oltre 20 anni - al Centro Sportivo dello Yacht club Costa Smeralda. Ma il passare del tempo e gli agenti atmosferici avevano pesantemente infierito sullo scafo. Una decina di anni fa quindi la dirigenza del club decise di sottoporre la barca a un radicale restauro, che fu effettuato nel Cantiere Maxi Dolphin del gruppo Terra Moretti, a Erbusco in provincia di Brescia, in vista dell'esposizione a Milano, sul Naviglio leonardesco. Azzurra sarebbe poi dovuta andare definitivamente al Museo della scienza e tecnologia "Leonardo da Vinci", sempre a Milano, data l'importanza storica che l'imbarcazione aveva avuto per la storia della marineria e dello yachting nazionale. Ma i contatti tra lo yacht club e i dirigenti del museo non erano infine andati a buon fine, e Azzurra era tornata in Sardegna. Dal 2010 era stata collocata davanti all'ingresso dell'aeroporto di Olbia.

Azzurra '83 è oggi di nuovo a Porto Cervo e ricorda, a chi fu ragazzo negli Anni Ottanta, gli entusiasmi e i festeggiamenti che si fecero nell'autunno del 1983, quando tutto l'equipaggio (da Cino Ricci a Mauro Pellaschier, per citare solo alcuni) era stato accolto trionfalmente all'aeroporto di Olbia al termine dell'avventura di Newport, e i festeggiamenti in piazzetta a Porto Cervo erano durati per due giorni.

La storia di Azzurra è "vecchia" di trent’anni ma attuale come non mai, anche

perché proprio in questi giorni, a San Francisco, un'altra barca italiana, Luna Rossa, sta contendendo - ai neozelandesi - la vittoria della Louis Vuitton cup. Già, perché per "vincere la Coppa America, ieri come oggi, bisogna prima vincere la Louis Vuitton cup".

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