Giuliano Rassu: «Questa è la mia musica»

Il cantante ha trasformato in crescita artistica e personale la sconfitta di X-Factor. L’album “Sui tuoi passi” da oggi in rete

SASSARI. Quando la disillusione cessa di essere un fardello e diventa una virtù, come una liberazione la musica può finalmente sprigionarsi e vagare senza confini. Giusto quattro anni fa, nell’autunno 2009, Giuliano Rassu veniva battuto al fotofinish da Marco Mengoni nella finalissima di X-Factor. Oggi, qualche amarezza e tanti accordi dopo, il cantautore sassarese esce dal silenzio e torna a calcare la scena musicale.

Da questa mattina il suo nuovo album, “Sui tuoi passi”, è in scaricabile su tutti i principali circuiti di vendita online. Un lavoro interamente autoprodotto, un percorso fatto di studio, riflessione e sperimentazioni. Il ragazzo gentile con le corde vocali da bluesman aveva «pagine vuote da un po’», come canta nel primo verso della canzone che da il titolo all’album. Le ha riempite senza fretta, senza fare calcoli. «E l’ho fatto cercando di evitare voli pindarici – racconta –. Io faccio tutto questo per pura passione, perché posso permettermi di campare della mia arte e la considero una incredibile fortuna».

E dire che, secondo molti, sarebbe potuta andare diversamente. «Ogni tanto c’è qualcuno che mi dice che dopo X-Factor sono stato sfortunato – dice Giuliano –. Ma io non vedo sfortuna, anzi. Vedo tutto questo come qualcosa di positivo. Successi e fallimenti nella vita sono importanti, e oggi sono sereno nel valutare: una cosa compensa sempre l’altra».

L’uragano televisivo è passato da un pezzo ma non gli ha tolto la voglia di viaggiare al centro della musica. A trent’anni Giuliano viaggia senza etichette addosso, in tutti i sensi. Strappa pagine dal suo diario personale e le lancia in giro sotto forma di note musicali. «Cosa ho fatto in questi quattro anni? Ho lavorato e ho vissuto – dice – ho fatto qualche passo in più, sono maturato come uomo e come musicista e in fin dei conti ho solo completato un pezzo del mio percorso. C’è anche un’altra cosa che ho fatto: ho ascoltato. E ho avuto la conferma che c’è un mondo sotterraneo in cui grandi artisti fanno grande musica. Stanno fuori dai circuiti ufficiali ed è un peccato che tanta gente non vada oltre quello che passano le radio e la tivù. Ho visto questo mondo dall'interno di una casa discografica e poi dall'esterno».

Nella sua casa a due passi dal golfo dell’Asinara, Giuliano suona e compone. «Ho messo su uno studio di registrazione coi fiocchi – sorride –, con i miei amici lo chiamiamo CasArte. Proviamo e sperimentiamo, dal blues al soul, dal rock al melodico. Abbiamo persino messo su un coretto gospel, con mia sorella che è stata una fantastica scoperta. Ho creato uno staff che mi supporta a tempo pieno e che è stato preziosissimo. Ci sono Danilo Murru, il mio manager, e Marco Casu, un validissimo assistente».

Come ogni artista che si rispetti, Giuliano vede il nuovo album come un “ponte” verso il prossimo lavoro. Che ha già in testa e in parte nelle dita. «Sì, è vero, sto già pensando al prossimo album e qualcosa l'ho già messa giù. Ma la cosa più ambiziosa che ho in mente di fare – spiega l'artista sassarese – ha per me un significato molto intimo e personale. E' tutta la vita che ascolto e studio i pezzi di mio zio Ginetto Ruzzetta, il maestro della

canzone folk sassarese. Il mio sogno è rimettere in pista la sua fantastica voce con dei nuovi arrangiamenti». Ogni cosa a suo tempo, comunque. Ora Giuliano si concentra sul lancio di “Sui tuoi passi”». Con una speranza. «La prima uscita dal vivo? La vorrei fare nella mia città, dove altro?».

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