Priebke sepolto a Isili? Il legale non smentisce

Le dichiarazioni di Evelino Loi: l’avvocato Giachini parla di conseguenze prevedibili dopo la violazione del segreto

ISILI. L'avvocato di Priebke, Paolo Giachini, che «non conferma e non smentisce» la notizia che la tomba segreta dell’ex ufficiale delle Ss sia nell’isola, nel piccolo camposanto della casa penale di Isili. E, anzi, sibillino accusa: «Sulla vicenda era stato applicato il sigillo di sicurezza. Poi però qualche funzionario lo ha violato. Era chiaro che da questo nascessero delle conseguenze». Il sindaco di Isili che, a scanso di equivoci, oggi farà un sopralluogo nel cimitero della colonia penale del Sarcindano. Come Evelino Loi, l’ex detenuto che ha scatenato tutto questo riconoscendo le foto dello scoop di Repubblica che ritrarrebbero la tomba del boia delle Ardeatine: il 68enne di Barisardo oggi protocollerà la richiesta ufficiale di far visita alla tomba del padre, sepolto a Isili dal 1947, secondo lui a pochi metri dal capitano delle Ss. E avvisa: «Se non hanno niente da nascondere mi facciano andare a vedere. E se Priebke è nascosto in quel cimitero mi facciano portare via mio padre. Almeno la lapide. Non voglio che stiano sotto la stessa terra».

Nel mezzo una giornata caotica, con la “rivelazione” di Loi che rimbalza sui siti dei giornali di mezza Italia. Le smentite che arrivano, a dir la verità timide, fin da mattina. Insieme alle decine di telefonate per il vulcanico “stasera mi butto”, l’ex detenuto girovago noto per le sue scalate al Colosseo e la sua vita oltre il limite, passata in gran parte nelle galere di mezza Italia. E, chiaramente, anche a Isili. «Non parlo con nessuno io – spiega Loi –. E non ritratto niente. Le foto che ha pubblicato Repubblica sono quelle del cimitero di Isili. Lo conosco perché ci è sepolto mio padre, morto lì nel 1947. E io ci sono stato recluso un anno nel 1976. Ho tanti amici, lì e non solo, guardie e detenuti. Ho chiesto conferma, me l’hanno data. Faccenda chiusa. Voglio andare a vedere mio padre. Se non c’è niente da nascondere mi facciano entrare. Se c’è Priebke me lo facciano portar via. E mi lascino almeno il diritto di indignarmi».

Posizione appoggiata da centinaia di persone che prendono d’assalto il sito e la pagina facebook della Nuova, e condividono e commentano le parole di Loi. «Non confermo e non smentisco – replica l’avvocato della famiglia di Priebke Giachini –. Per coerenza ho deciso di non parlarne. Ho preso un accordo con la famiglia, che chiede silenzio dopo le violenze e le barbarie che si sono verificate, e ho dato la parola d'onore al prefetto che avrei rispettato il segreto. Nel finto scoop fatto nei giorni scorsi da Repubblica il direttore del quotidiano precisava anche che si trattava di una sepoltura temporanea - prosegue -. Se sta dove sostiene l'ex detenuto o in qualunque altro posto non conta, perché è una destinazione temporanea. A noi interessa che ci sia

una sepoltura cristiana con una funzione dignitosa, umana e non politica. La famiglia ha chiesto il silenzio alle autorità, che hanno risposto con il sigilllo di sicurezza. Poi però qualche funzionario lo ha violato. Era chiaro che nascessero delle conseguenze».

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