Cappellacci agli alleati: «Ecco il mio programma»

Mossa a sorpresa del candidato-ricandidato del centrodestra: «È la prima bozza». Ipotesi di anticipare le elezioni regionali del 2014 dal 2 marzo al 23 febbraio

CAGLIARI. Forza Italia non conosce alternative a Cappellacci. È solo lui il «candidato (ricandidato) unitario» del centrodestra. Dopo aver ottenuto venerdì da Berlusconi la seconda benedizione in cinque anni, ieri il governatore ha messo sul tavolo dell’alleanza la prima bozza del programma 2014-2019, quello con cui si presenterà alle Regionali dell’anno prossimo. L’ha portato all’attenzione della coalizione – Uds, Fratelli d’Italia, Udc e Riformatori – alla fine del vertice di maggioranza convocato a Villa Dedovo. Dopo due ore di confronto serrato sugli ultimi mesi della legislatura e dopo aver capito che per ora non ha avversari, Cappellacci ha messo in atto la mossa numero due della sua campagna elettore a lunga gittata. Il voto si sa dovrebbe essere domenica 2 marzo, anche se ieri il centrodestra ha parlato di anticiparlo al 23 febbraio ed è in attesa del parere degli uffici. Qualunque possa essere la data, il governatore ha bruciato le tappe: «Tutti parlano di programmi e tutti lo chiedono, ecco il mio», è stato il senso del cadeau apparso intorno alle 20.30.

La consegna. In un attimo le copie sono passate di mano in mano: dai Riformatori (col capogruppo Attilio Dedoni) all’Uds (con l’assessore agli Affari generali Mario Floris) dai Fratelli d’Italia (al tavolo col coordinatore e assessore all’Industria Antonello Liori) all’Udc al completo col coordinatore Giorgio Oppi e il capogruppo Giulio Steri. Una copia l’ha ritirata in sala lo squadrone di Forza Italia, seppure in Consiglio il partito continua essere quello del Popolo della libertà anche se solo per questioni burocratiche. Oltre a Cappellacci, Forza Italia al tavolo ha dato prova di compattezza con Settimo Nizzi (coordinatore), Pietro Pittalis (capogruppo) e con due parlamentari Emilio Floris e Salvatore Cicu, chiamati per dare ancora più peso al secondo passo della ridiscesa in campo del governatore.

La bozza. Del contenuto si sa poco e chi l’ha scritto, Cappellacci, preferirebbe tenerlo segreto almeno fino al prossimo vertice di maggioranza, fra una settimana. Quello che si sa è questo: le pagine non sono molte, i progetti sono divisi per macro-aree, con un possibile cronoprogramma per i prossimi cinque anni. Sono quelli in cui – come continua a dire in ogni occasione – Cappellacci vorrebbe proseguire nel lavoro cominciato non tanto nella prima parte del suo esordio, quanto nella seconda, cioè essere ancora comunque un ribelle (o presunto tale) su Entrate, Patto di stabilità, trasporti e zona franca. A caldo, almeno così pare, nessuno avrebbe letto la bozza. Chi ci ha gettato uno sguardo, l’ha definita un «memorandum» su cui bisogna discutere. Lunedì ciascun partito dovrà presentare i primi suggerimenti.

Le perplessità. Diverse. A cominciare da quelle dei Riformatori, che a un certo punto hanno minacciato anche di andar via dal vertice. Il problema è sempre lo stesso: se a gennaio non arriverà in Aula al legge di riordino delle ex Province, usciranno dalla maggioranza. Poi ci sono quelle dell’Udc. I centristi sarebbero impegnati nella ricerca di un candidato alternativo, almeno per

dimostrare a Forza Italia che non può essere sempre l’asso pigliatutto dopo che l’ex Pdl si è spaccato in troppi tronconi. Infine, per tutti gli alleati c’è la questione morale: quanto peseranno le inchieste penali in cui è coinvolto il «candidato-ricandidato»? .

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