Elezioni regionali, liste da presentare entro metà gennaio

Centrodestra pronto, i Riformatori confermano: «Restiamo nella coalizione», Cappellacci si ripropone come candidato

CAGLIARI. Il governatore Ugo Cappellacci e la maggioranza di centrodestra forzano i tempi e anticipano le elezioni regionali di due settimane rispetto al previsto, puntando probabilmente ad approfittare dei conflitti ancora aperti nel centrosinistra e nel Movimento 5 Stelle.

Il decreto. La Sardegna andrà quindi a votare il 16 febbraio. Il governatore ha firmato ieri sera il decreto di indizione dei comizi. Sfumata la prima ipotesi che dava quasi per certa la data del 2 marzo. Il via libera è arrivato dopo un vertice della maggioranza di centrodestra convocato dal presidente a Villa Devoto.

Province. Domani alle 17 in un hotel di Cagliari verrà presentato ufficialmente Cappellacci come candidato presidente alla ricerca del secondo mandato, insieme alla coalizione e al programma. Nel vertice di ieri sera è stato confermato l'impegno a portare a termine entro la conclusione della legislatura gli adempimenti relativi all'abolizione delle Province e la riduzione delle accise, temi ritenuti imprescindibili dal partito dei Riformatori sardi. Passi avanti «significativi», sottolinea il portavoce del governatore Alessandro Serra, anche riguardo alle proposte per la legislatura 2014-2019. La coalizione si riunirà nuovamente oggi per la stesura definitiva del programma. Domani mattina la stretta finale.

Firme. Ora è corsa contro il tempo per la raccolta delle firme a sostegno delle candidature. Dal giorno della pubblicazione sul Buras del decreto di convocazione dei comizi, scattano undici giorni per presentare le liste e 14 giorni per il nome del candidato alla presidenza della Regione. Se la pubblicazione avvenisse, ad esempio, tra domani e martedì, le liste dovranno essere presentate nella settimana tra il 6 il 12.

Milleproroghe. «Il governo salva Roma, ma abbandona la Sardegna»: il presidente della Regione è tornato ieri anche sugli impegni assunti dall’esecutivo nazionale all’indomani dell’alluvione e – afferma – ancora non tradotti in impegni concreti: «La proroga dei termini per gli adempimenti fiscali contenuta nel decreto Milleproroghe è solo un timido, insufficiente, minimo segnale».

Alleanze. Riformatori pronti a sostenere il Cappellacci bis, ma tutto è subordinato alla sottoscrizione del programma che dovrà contenere i punti qualificanti indicati dal partito alleato. «Non abbiamo alcuna preclusione su Cappellacci – spiega il coordinatore dei Riformatori Michele Cossa – a conclusione del vertice di maggioranza. Tuttavia ribadiamo che per noi è prioritaria la condivisione sul programma. Per questo riteniamo che sia decisivo il confronto sui nostri punti programmatici per una vera riforma della Regione e della Sardegna. Unico modo per far uscire dalla crisi la nostra isola».

I grillini. La mossa di Cappellacci potrebbe mettere in gravi difficoltà il Movimento 5 Stelle, ancora diviso al suo interno sul modo di definire le candidature. Nei giorni scorsi gli stessi “grillini” avevano denunciato «il tentativo inaccettabile di escludere dalle prossime elezioni regionali il M5S», chiedendo che «il consiglio regionale si riunisca d'urgenza e approvi una legge che consenta al M5S di poter partecipare alle elezioni regionali

in condizioni di pari opportunità con le altre forze politiche, e cioè che gli sia consentito di presentare la propria lista entro 30 giorni dalle consultazioni e senza obbligo di raccogliere le migliaia di firme richieste, onere dal quale sarebbero sollevati tutti i partiti». (r.a.)

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