Travolto dal masso per una fatalità

Lo speleologo era con la sua compagna e otto amici: «Era esperto, ma non ha potuto far nulla per evitare il pericolo»

IGLESIAS. Esperto, attento e sempre rispettoso delle regole della speleologia. Il tragico incidente nel quale ha perso la vita domenica pomeriggio Giuseppe Cuccu, 56 anni, infermiere professionale del Santa Barbara di Iglesias, durante l’escursione nella grotta Su Frastimu a Gonnesa, è stata una fatalità. Il masso roccioso, oltre 50 chili, si è staccato dalla volta e l’ha ferito a morte procurandogli un grave trauma cranico. Giuseppe Cuccu si era calato nella Voragine di Monte Onixeddu insieme con altri otto amici. Tra loro, la sua compagna, vicino a lui quando è avvenuto il drammatico incidente. L’uomo all’arrivo del Soccorso alpino e speleologico della Sardegna era in coma ed è deceduto poco dopo i primi interventi sanitari.

Le lesioni interne gli hanno causato una forte emorragia. Giuseppe Cuccu era un grande appassionato di speleologia che praticava da una trentina d’anni. Aveva cominciato in continente con il GG Busto Arsizio. Rientrato in Sardegna, negli anni ’90 si era iscritto al GRS Martel Carbonia, per poi fondare il Gruppo Speleo Meta Cave a Gonnesa di cui era presidente da oltre un anno e mezzo.

«Che io ricordi», spiega Angelo Naseddu, ex presidente della Federazione sarda, «è il primo speleologo sardo che muore in un’escursione. In passato ci fu un incidente negli anni Cinquanta, ad Oliena: perse la vita un professionista francese. In un altro alla fine degli anni Sessanta a Dorgali morì torinese». «Io conoscevo bene Giuseppe Cuccu», precisa Naseddu, «era molto esperto e attento, purtroppo quello che è successo si conferma come una tragica fatalità».

La grotta Su Frastimu, registrata come Voragine di Monte Onixeddu, presenta un ingresso stretto e tortuoso, ma un percorso definito normale per appassionati e studiosi delle cavità sotterranee. A sottolineare l’esperienza, l’attenzione e le conoscenze di Cuccu è anche l’amico Mauro Villani, del Gruppo E.A. Martel di Carbonia, delegato regionale del catasto delle grotte della Sardegna. «Giuseppe sapeva bene come muoversi in quella grotta – dice – La passione lo portava a documentarsi sui tanti rischi che caratterizzano quest’attività e a prestare sempre la massima attenzione».

Nel momento della risalita, lo speleologo è rimasto per ultimo facendo passare prima di lui i meno esperti. Quando ha iniziato ad intraprendere la via di uscita. il masso gli è precipitato addosso all’improvviso. Le squadre del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, allertate tramite il numero di richiesta al 118 dai compagni dell’infortunato, sono partite immediatamente per raggiungere l’area dell’incidente. I tecnici e il personale medico si sono calati dentro la cavità e hanno così raggiunto il ferito nel minor tempo possibile. Ma non hanno potuto fare altro che constatare le gravissime condizioni in cui versava Giuseppe Cuccu.

Le operazioni di recupero del corpo sono andate avanti per ore, perché il percorso tortuoso verso l’uscita

non consentiva il passaggio della barella. I tecnici disostruttori del Cnsas hanno dovuto impegnarsi a fondo, mentre i loro colleghi “attrezzisti” hanno messo in opera speciali tecniche di recupero su corda che hanno permesso nelle prime ore di ieri mattina di portare all’esterno il corpo.

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