Elezioni, l’invasione dei “santini” tra propaganda e creatività

Bastano 3mila euro per avere in tasca 30mila santini, foto con panorama suggestivo alle spalle, slogan accattivante

SASSARI. La sacralità è già nel loro nome, santini. Indispensabili per conquistare lo status di candidato. Impossibile pensare di presentarsi agli elettori senza avere inondato le tasche, i vicini e gli amici, di immaginette. Sono il retaggio della campagna elettorale analogica, quando il santino era qualcosa a metà tra il biglietto da visita e la figurina del candidato. Ancora oggi sono lo strumento preferito di propaganda per outsider o big della politica. Nessuno ne può fare a meno, neanche chi è palesemente avvantaggiato dagli aiuti che possono arrivare dall’altissimo, come Benedetto Cristo, candidato con l’Upc in Gallura. Bastano 3mila euro per avere in tasca 30mila santini, foto con panorama suggestivo alle spalle, slogan accattivante. E nella competizione elettorale si vede un po’ di tutto. Marco Tedde, ex sindaco di Alghero, Forza Italia, sceglie uno slogan che mira a tirarlo su. “Oh issa!”. Giuseppe Fasolino, sindaco di Golfo Aranci, Forza Italia, la butta in musica, si presenta come un direttore d’orchestra con lo slogan: “È ora di cambiare musica”. C’è anche un candidato ipertecnologico che unisce l’analogico al digitale. Battista Careddu, Idv-Verdi, ha inserito nel santino un codice Qr. Quando lo si inquadra con lo smartphone rimanda alla pagina web.

Intanto in viale Trento. Ma la più grande concentrazione di santini creativi è nella pagina Facebook di “Intanto in viale Trento”. Una miniera. Qui si scoprono genii del marketing politico. Nel web nascono fenomeni assoluti. Il vincitore di queste elezioni, almeno nella guerra santa dei santini, è Marcello Baltolu. È bastato il suo viso. Sguardo profondo e tenebroso da bellone hollywoodiano. Pizzetto e capelli lunghi tirati all'indietro. Il colletto del costume sardo che si intravede nella foto. Subito è successo. I genii malvagi di Intanto in viale Trento pubblicano le mille varianti del suo santino. Lui sta al gioco e commenta entusiasta qualsiasi rielaborazione. Ma nella pagina di Facebook piovono decine di santini creativi. Come Angelo Cremone di Portoscuso, consigliere Provinciale, che nel suo santino ha fatto la foto con il cane Bubu. Su Facebook aggiunge. «Bubu, dopo l'esperienza politica nel consiglio provinciale continua il suo mandato».

Santini on line. Ci sono anche i santini alternativi. Quelli distribuiti solo sulla rete. Come fa il candidato della Zona franca Randaccio. Si chiama Marco Calvia e fa l’allevatore a Mores. Nella buca delle lettere dei compaesani infila la versione classica. Volto, slogan e dati biografici. Ma sulla rete, nelle bacheche digitali, preferisce con grande autoironia lo scatto accanto

a una mucca con tanto di slogan a rima baciata. “Anche le mucche lo sanno vota Calvia quest'anno”. E c’è chi nel santino on line unisce politica e passioni, come Giulia Atzori che si presenta in tuta e casco sopra la sua moto da gara. Corre per Fratelli d'Italia, alle elezioni si intende.

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