I nuovi consiglieri regionali guadagneranno meno

Subito in vigore il nuovo calcolo degli stipendi e delle indennità, spariscono definitivamente i fondi ai gruppi consiliari

CAGLIARI. Pagati bene, ma meno: dopo il taglio «d’orgoglio» deciso all’inizio dell’anno, i consiglieri regionali perderanno una fetta dei sontuosi privilegi economici in cui hanno sguazzato per decenni, perderanno soprattutto la quota di fondi che la presidenza destinava all'attività istituzionale dei gruppi e che molti - come è emerso nell'inchiesta della Procura di Cagliari - si spartivano amabilmente senza neppure giustificare le spese. Quel bancomat pubblico finito al centro di un processo clamoroso non esiste più e sarebbe il caso di aggiungere che non è mai troppo tardi. Nessuno potrà più organizzare banchetti di nozze a spese pubbliche, offrire buffet a base di maialetto, girare come un globetrotter per la Sardegna affibbiando al contribuente i costi del carburante.

Da questa legislatura i partiti non avranno più a disposizione i tre milioni abbondanti - erano sei fino al 2012 - del tesoretto saccheggiato negli anni passati. A ciascun gruppo saranno solo assegnati i fondi necessari per far fronte ai costi del personale in servizio permanente ed effettivo all'interno del Consiglio, che peraltro è stato in parte stabilizzato con una legge che i sindacati hanno impugnato davanti alla Corte Costituzionale. Il personale che serve dovrà comunque essere preso in prestito dalla pubblica amministrazione e sarà assunto a tempo determinato.

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I soldi a disposizione saranno di meno. L'indennità per ciascun consigliere è stata ridotta da 9.263 euro lordi (netto 2.720) a 6.660 (1.986), con risparmio di 2.663 euro (meno 734 euro netti). Il che vuol dire: i 60 consiglieri della XV legislatura costeranno alla comunità 396mila euro al mese, poco più della metà di quello uscente 741 mila. Risulta dimezzato anche il rimborso forfettario: da 6.508 a 3.850 euro mensili, con un risparmio di 2.658 euro.

Nel nuovo capitolo sono state accorpate la diaria, l'integrazione della diaria per i fuorisede, le spese di segreteria e quelle di rappresentanza, da sempre indecifrabili. Ancora più drastica è stata la sforbiciata (da 9.263 euro a zero) per l'aggiornamento annuale finora utilizzato dai consiglieri per spese di documentazione e acquisto di strumenti tecnologici. Sono tutte voci che i consiglieri ora dovranno pagare con il loro stipendio: gli extra sono finiti. Per gli assessori che non saranno anche consiglieri regionali, è previsto il 70 per cento del rimborso più un bonus di 300 euro. C'è infine il capitolo indennità: l'operazione risparmio ha centrifugato anche questa voce aggiuntiva a favore di chi svolgerà funzioni in più nel Consiglio. Quelle di vicepresidente del Consiglio, questori, segretari, presidenti e vicepresidenti delle commissioni saranno svolte gratis. Quelle a favore del presidente del Consiglio e della Regione è stata ridotta a 2.500 euro al mese, 1.200 per gli assessori. Stando ai propositi dichiarati ci sarà spazio anche per la beneficenza: un articolo della nuova legge sui costi del Consiglio prevede che gli eventuali avanzi di gestione (cioè i soldi non spesi) potranno essere devoluti ad associazioni benefiche.Fin qui i tagli agli emolumenti destinati ai consiglieri regionali. Chi ha votato Francesco Pigliaru e soprattutto chi ha disertato le urne si aspetta però anche altri interventi su voci di spesa che gravano pesantemente sul bilancio della Regione. Società in house e controllate dalla Regione, come Sardegna Promozione, che hanno operato praticamente senza alcun controllo negli anni, alimentando i bacini elettorali con contributi a pioggia. C’è il capitolo affitti, uffici acquisiti sempre dagli stessi imprenditori, che molti considerano inutili

e comunque troppo dispendiosi. Cappellacci ha firmato delibere e contratti appena pochi giorni prima delle elezioni. Come dire che il nuovo governatore avrà il suo daffare al di là dei costi del consiglio, in una fase politica in cui gli sprechi sono al centro dell’attenzione. (r.r.)

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