La Sardegna cantone marittimo della Svizzera, 10mila fan su Facebook

Oltralpe cresce l’entusiamo per il fantasioso progetto di secessione e i media di mezza Europa danno spazio alla notizia

CAGLIARI. L’hanno presa per uno scherzo, ora è diventata qualcosa di più: la Sardegna ventisettesimo cantone della Svizzera, lo sbocco a mare che manca al paese più ricco e pacifico d’Europa, regno incontrastato della neutralità. Il medico odontoiatra cagliaritano Andrea Caruso ha lanciato l’idea-provocazione quando mancavano poche settimane alle elezioni regionali. Lui ci credeva, gli altri ci ridevano su ed ora il leader del M5s Beppe Grillo si accoda in qualche modo al progetto sparando sui canali della comunicazione la proposta di andare oltre Mazzini e Garibaldi per dividere l’Italia in macroregioni a sovranità garantita. E’ trascorso un mese e adesso questa storia dell’isola dei nuraghi che si offre all’oltralpe elvetico è notizia ghiotta per i media di mezza Europa: non solo Berna e Ginevra ma anche Londra con la Bbc, Germania e Giappone. Da evento volatile per social network, Sardegna Canton Marittimo si è trasformato in un caso dal taglio politico, sogno irrealizzabile ma proposta significativa, che a giudicare dalle adesioni e dall’entusiasmo diffuso nella rete conferma almeno come sardi e svizzeri non siano poi così lontani. Forse c’è pure una goccia di indipendentismo in questo test di amorevolezza per la patria italica, perché a leggere i testi visionari ma non troppo di Caruso i riferimenti costanti sono per l’autonomia reale, anche costituzionale, su cui possono contare, ma contare davvero, i cantoni svizzeri. In quel quadro di federalismo compiuto che si articola in un confronto continuo col potere centrale, senza subalternità. Chi vuol farsi un’idea attendibile del progetto, che vada al di là della rappresentazione diffusa da vignettisti servili, ora ha a disposizione un sito internet agile e di facile consultazione. Si trova all’indirizzo www.cantonmarittimo.com e ci si arriva anche dalla pagina aperta di Facebook, dove gli iscritti sono ormai quasi diecimila. Nel sito è illustrata l’idea come se fosse realizzabile, sorvolando per ragioni comprensibili sui passaggi costituzionali necessari per la secessione: «Stiamo sondando la potenziale volontà dei sardi di affrancarsi dalla Repubblica Italiana e di annettere la Sardegna alla Confederazione Elvetica» annuncia l’amministratore del sito, che poi è sempre il vulcanico Caruso insieme all’amico Enrico Napoleone. Per sondare quella volontà, il sito illustra i vantaggi per i sardi che arriverebbero da un’ipotetica separazione dall’Italia, mettendo l’accento su organizzazione e investimenti: «La dimostrata eccellenza amministrativa svizzera – scrive Caruso - potrebbe essere trasmessa alle amministrazioni locali in Sardegna attraverso un processo di tutoraggio finalizzato a mettere i sardi nelle condizioni di procedere con le proprie gambe e consolidare un'autonomia in seno al governo federale». Non è tutto qui: il sito offre indicazioni sul perché dell’iniziativa, ancorandola a ragioni solide. E’ come se quella che alcuni hanno considerato una barzelletta pre-elettorale avesse preso gambe e struttura, per assumere la veste di progetto. Basta un’occhiata alla rassegna stampa allestita nel sito per capire che nel centro Europa hanno preso l’idea molto seriamente. Il fitto confronto tra sardi e svizzeri sviluppatosi su Facebook suona poi come conferma di un’intesa che potrebbe nascere e consolidarsi attorno al bene comune. Ma dove vuole arrivare Caruso e la sua ormai folta schiera di sostenitori entusiasti? «Pensiamo di costituirci in associazione no-profit, ma siamo consapevoli che un’annessione alla Svizzera è impossibile - avverte il medico - la prospettiva è di unire i sardi attorno a un progetto, almeno uno. Per poi poterci difendere tutti insieme da emiri, russi e cinesi che minacciano di trasformare la Sardegna in una colonia, coi sardi costretti a camminare a cinque metri dal bagnasciuga come accade in Giamaica. Sappiamo bene che da questo

Stato governato da cadaveri non possiamo aspettarci nulla. Allora proviamo a organizzarci fra di noi, magari su un modello irrealizzabile ma unificante come quello del Cantone marittimo». Intanto è in arrivo una troupe televisiva svizzera e oltre le Alpi la Sardegna è diventata di gran moda.

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