INDAGINE DEI carabinieri DI SENEGHE NEL NORD SARDEGNA

Banda di truffatori acquistava mezzi con assegni scoperti

SENEGHE. Escavatori, autocarri, serbatoi per gasolio acquistati con assegni scoperti: il sistema messo in piedi da una banda di otto persone è stato scoperto dai carabinieri della stazione di Seneghe...

SENEGHE. Escavatori, autocarri, serbatoi per gasolio acquistati con assegni scoperti: il sistema messo in piedi da una banda di otto persone è stato scoperto dai carabinieri della stazione di Seneghe che hanno denunciato per reati vari tutti i componenti del sodalizio criminale. Nel rapporto dell’Arma sono finiti L.A. del 1972 di Ossi, G.A. del 1982 di Santa Teresa di Gallura, I.D. del 1974 di Sassari, A. H. egiziano del 1971 di Crema, A.M. del 1952 di Sassari, C.F. del 1965 di Capoterra ma domiciliato a Santa Teresa di Gallura, C.V. del 1946 di Santa Teresa di Gallura e F.A. del 1970 di Sassari. Le accuse: truffa, ricettazione e sostituzione di persona, nonché trasferimento fraudolento di valori.

L’indagine, che è durata circa un anno, ha preso corpo a seguito di una querela presentata ai Carabinieri di Seneghe da un giovane imprenditore di Allai, che aveva subito una truffa consistente nella vendita di un escavatore di proprietà ad alcuni imprenditori del nord Sardegna (L.A. e G.A.), pagato con assegni risultati poi scoperti, intestati a una ditta con partita iva cessata, per un valore di 22mila euro. Il mezzo era stato consegnato direttamente dall’imprenditore agli acquirenti, in una cava tra Romana e Cossoine. I primi accertamenti eseguiti avevano permesso di scoprire che un altro identico reato era stato denunciato ai Carabinieri di Oristano. In questo caso un procacciatore d’affari di Sassari (A.M.), conosciuto dai titolari della ditta venditrice, aveva presentato un individuo (C.F.), come persona di fiducia della società fittizia riconducibile a (C.V.), prestanome di L.A., che si mostrava intenzionato ad acquistare un mezzo per movimento terra. Avviata la trattativa l’affare si era concluso con l’acquisto del mezzo pagato con tre assegni, naturalmente poi protestati, per un totale di 22mila euro tratti dallo stesso conto scoperto, riconducibile alla società fittizia. I carabinieri a questo punto hanno focalizzato la loro attenzione sugli assegni emessi, scoprendo che altre truffe erano state compiute con il medesimo sistema. A Olbia una società contattata telefonicamente da persona qualificatasi per C.V., titolare dell’omonima società, dopo aver raggiunto per telefono l’accordo commerciale circa qualità, quantità e pagamento in assegni, aveva fornito alcuni pneumatici per autocarro che venivano ritirati da I.D., il quale consegnava un assegno di quattromila euro sempre tratto dal carnet del conto corrente da cui erano stati emessi gli altri assegni utilizzati per il pagamento dei mezzi meccanici. Il trucco dei pneumatici è stato seguito anche a Sassari, dove una società è stata contattata per l’acquisto di dodici pneumatici per autocarro, pagati sempre con analogo assegno scoperto per cinquemila euro. Una società della provincia di Cagliari ha venduto invece tre serbatoi per gasolio da tremila litri pagando attraverso il trasportatore un acconto in denaro contante di 800 euro e un assegno bancario di seimila euro, tratto sempre dal medesimo conto corrente scoperto. Gli ingegnosi acquirenti hanno pensato bene di imbarcare i mezzi per Genova. Da lì il loro viaggio è proseguito

per Dubai e Arabia Saudita, con documentazione contabile fittizia. Organizzatore della spedizione, secondo il rapporto dell’Arma, sarebbe il cittadino egiziano A.H. residente a Crema. A casa sua sono stati trovati i documenti che confermerebbero la truffa e la spedizione dei materiali.

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