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Il lavoro passa sempre più per la laurea

La conferma dai dati dell’università di Cagliari. Medici ed esperti informatici sono i più richiesti

CAGLIARI. Le strade che portano ai nuovi posti di lavoro hanno nomi che liceali e genitori dovrebbero iniziare a stamparsi bene in testa. Le proposte delle aziende dicono quali sono i laureati più ricercati: il “consulente software” (47,4%), il “consulente di gestione aziendale” (37,8), l’analista programmatore (36,4) e il progettista meccanico (34,2). Chiude la particolare classifica l’addetto marketing, che resta comunque attestato su una buona percentuale di assunzione (23,8%). Sono alcuni dei dati di una recente indagine di Unioncamere-ministero del Lavoro illustrati a dal rettore dell’università di Cagliari Giovanni Melis durante la presentazione delle giornate di orientamento per le scuole superiori cominciate ieri alla cittadella universitaria. Attesi 10mila studenti che dovranno capire al volo almeno una cosa: la scelta della facoltà deve passare sì per la passione, ma anche per le statistiche e le possibilità di trovare occupazione. Le lauree più richieste dal mondo del lavoro? Sempre secondo la stessa indagine sono quelle del settore economico-statistico (32,5%), seguito da Ingegneria (30,5). Anche se i dati Almalaurea del 2012 riferiti a Cagliari dicono che con Medicina si va praticamente sul sicuro: cento probabilità su cento di non rimanere con le mani in mano.

In generale vale- ed è stata ribadita dallo stesso rettore- una regola semplice: chi studia trova più lavoro di chi non studia. I grafici del datawarehouse Istat per la Sardegna parlano da soli. Dieci anni fa la differenza tra il tasso di disoccupazione di chi aveva licenza media o elementare e quello di chi aveva in tasca la laurea era di pochi punti di percentuale. Ora chi molla i libri sembra spacciato. Sì, perché il tasso di disoccupazione di chi ha la laurea o addirittura la specializzazione in otto anni (i dati si fermano al 2012) si è abbassato di oltre un punto arrivando all’8,82 per cento. Mentre quello di chi entra nel mondo del lavoro senza titolo

o con la licenza elementare si è impennato sino al 25,34 per cento. Tasso alto anche per chi si è fermato alle medie (17,95). Il diploma? Aiuta un po' di più, ma non molto: siamo al 14,14 per cento. Come dire: la laurea in generale non darà certezze, ma qualche garanzia in più senz’altro.

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